Ampliamento discarica, il consiglio comunale approva mozione per ricorso al Tar contro la delibera regionale

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ORVIETO – Il Consiglio Comunale, dopo ampio dibattito ha approvato all’unanimità le mozione presentate rispettivamente dai Cons.ri Andrea Taddei, Donatella Belcapo ed Angelo Pettinacci (Gruppo “PD”) e dalla Cons.ra Lucia Vergaglia (Capogruppo “M5s”) entrambe riguardanti la richiesta di ricorso al TAR Umbria contro la delibera regionale di approvazione del progetto di adeguamento morfologico del sito ed ottimizzazione dei volumi e del capping della Discarica di Pian del Vantaggio.

Nella mozione del gruppo PD si dà mandato al Sindaco di “adoperarsi per verificare le condizioni e presentare ricorso in nome del Comune di Orvieto presso il competente Tribunale Amministrativo Regionale per opporsi a tale delibera e decisione, prevedendo altresì – ex art. 55 C.p.A. – l’istanza di sospensiva dell’esecuzione del suddetto provvedimento impugnato”.

Le premesse del documento sono state illustrate dal Capogruppo Cons. Andrea Taddei che ha evidenziato il fatto che “non essere inseriti all’interno di un ragionamento completo di circuito virtuoso del recupero, fa sì che non possiamo stare in silenzio sul superamento del parere del nostro Consiglio Comunale. Chiediamo perciò di verificare tutte le possibili azioni per ricorrere dinanzi al Tar”. 
“La Giunta Regionale dell’Umbria con propria delibera del 28 maggio 2018 – ha detto – ha condiviso i contenuti e le motivazioni espresse dal Comitato di Coordinamento sulle Valutazioni Ambientali nella seduta del 21 maggio 2018, confermando ai sensi dell’art. 12, comma 5 della L.R. 12/2010 il superamento del dissenso espresso dall’Amministrazione del Comune di Orvieto sul progetto: ‘Adeguamento morfologico del sito ed ottimizzazione dei volumi e del capping sommitale – discarica di Orvieto in Loc. Pian del Vantaggio 35/a Orvieto’.
Ricordiamo che secondo le sentenze del Consiglio di Stato n. 2710 del 10 maggio 2012 (più volte riconfermata nelle sue motivazioni) e n. 04352 del 18 Settembre 2017 l’urbanistica e il correlativo esercizio del potere di pianificazione non possono essere intesi, sul piano giuridico, solo come un coordinamento delle potenzialità edificatorie connesse al diritto di proprietà, ma devono essere ricostruiti come intervento degli enti esponenziali sul proprio territorio, in funzione dello sviluppo complessivo ed armonico dello stesso.
Il potere di pianificazione urbanistica, dunque, non è funzionale solo all’interesse pubblico e all’ordinato sviluppo edilizio del territorio in considerazione delle diverse tipologie di edificazione distinte per finalità (civile abitazione, uffici pubblici, opifici industriali e artigianali, etc.), ma è anche rivolto alla realizzazione contemperata di una pluralità di interessi pubblici (e segnatamente di quelli ambientali fino al punto di prevedere il c.d. consumo zero di suolo), che trovano il proprio fondamento in valori costituzionalmente garantiti.
Peraltro, la direttiva 2008/98/CE attualmente in vigore all’art 4 ‘GERARCHIA DEI RIFIUTI’ stabilisce il seguente ordine di priorità in materia di prevenzione e gestione dei rifiuti: prevenzione; preparazione per il riutilizzo; riciclaggio; recupero di altro tipo (per esempio il recupero di energia); smaltimento, ponendo pertanto lo smaltimento in discarica come ultima soluzione ammissibile.
Inoltre, l’art. 13 della direttiva 2008/98/CE sulla Protezione della Salute Umana e dell’Ambiente prevede che gli stati membri prendano le misure necessarie per garantire che la gestione dei rifiuti sia effettuata senza danneggiare la salute umana, senza recare pregiudizio all’ambiente ed in particolare: senza creare rischi per l’acqua, l’aria, il suolo, la flora o la fauna; senza causare inconvenienti da rumori od odori; senza danneggiare il paesaggio o i siti di particolare interesse.
In aggiunta, il 28 novembre 2013 la Commissione ENVI (Salute Pubblica e Sicurezza Alimentare) ha votato la nuova strategia europea per i rifiuti in cui si evidenzia la necessità della chiusura delle discariche europee, auspicando che possa avvenire entro e non oltre l’anno 2020; e nel ‘Libro Verde’ redatto nel 2013 dalla UE si individua il 2020 come termine ultimo per l’esistenza delle discariche in tutti i paesi aderenti all’Unione, come anche nel medesimo documento d’indirizzo si sollecitano ulteriori restrizioni degli apporti della plastica in discarica (da attuarsi entro il 2015), così come già avvenuto per le gomme d’auto.
Da ultimo, la stessa Soprintendenza ai Beni Archeologici e paesaggistici dell’Umbria ha già espresso la sua contrarietà al primo progetto di ampliamento presentato; il Consiglio Comunale di Orvieto ha sempre deliberato all’Unanimità la propria contrarietà a qualsiasi tipo di ampliamento del Calanco e il Segretariato Regionale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, in sede di Comitato di Coordinamento sulle valutazioni ambientali, ha espresso la propria contrarietà al superamento del parere contrario espresso dal Consiglio Comunale di Orvieto”.
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Nella mozione della Cons.ra Lucia Vergaglia (Capogruppo “M5s”), inviata ai comuni di Allerona, Baschi, Castel Giorgio, Castel Viscardo, Ficulle, Montecchio, Porano e San Venanzo, alla Provincia di Terni ed alla Regione Umbria, si impegna il Sindaco e la Giunta “a mettere in atto tutte le pratiche oppositive alla chiusura, incaricare l’ufficio legale del Comune ad adire e principiare ricorso al Tar per palesi violazioni di legge e a costituire la I Commissione, conferenza dei capigruppo, quale Osservatorio per la disamina di ogni atto relativo a tale azione legale avverso all’espansione della discarica di ‘Le Crete’”.
Vergaglia ha così riassunto le premesse della mozione: “la società Acea Ambiente ha depositato un progetto per una ulteriore espansione per una cubatura di 880.000 metri cubi della discarica de ‘Le Crete’ al secondo calanco; tale progetto vede la ferma opposizione del Comune di Orvieto a far data dalla delibera consiliare n. 107 del 17 novembre 2014, in cui si esprime un parere negativo rispetto ‘…ad ogni e qualsiasi’ ampliamento inerente il secondo calanco della discarica recentemente confermata unanimemente in data 26 marzo ultimo scorso.
La Giunta regionale, nell’ultima seduta in data 29 maggio ultimo scorso, ha preso atto del verbale del Comitato di coordinamento sulle valutazioni ambientali formulato il 21 maggio ultimo scorso che reputa superabile tale parere del Comune di Orvieto.
La materia genera preoccupazione nei cittadini ed è fonte di accese polemiche sul territorio, mentre siamo tuttora in attesa di un nuovo Piano Rifiuti Regionale e che già solo per questo motivo tale scelta della Giunta regionale appare contraria alle regole di opportunità, convenienza e buona amministrazione”.
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Sintesi del dibattito:

Vergaglia: “Il Sindaco forse ha giocato su più tavoli ma la cosa non ha funzionato. Ritengo che la carta del ricorso vada giocata perché va esercitato ogni tentativo di opposizione. Sono favorevole anche alla mozione del PD che è molto completa di riferimenti normativi”. 
Sindaco, Giuseppe Germani: “desidero informare il Consiglio su alcuni aspetti: agli inizi di giugno appena l’Amministrazione Comunale è giunta in possesso dell’atto della Giunta Regionale ho inviato la documentazione allo studio legale che, da alcuni anni, cura i rapporti inerenti la discarica. Il 10 luglio prossimo al Tar dell’Umbria si discute il nostro ricorso sull’ampliamento dello stabile destinato a biodigestore. Il nostro legale ci invierà una sua relazione sui presupposti giuridici per ricorrere in tutti i gradi per non rischiare di cadere in una lite temeraria. Appena avrò il parere del nostro legale lo farò conoscere a tutto il Consiglio”.

Andrea Sacripanti (Gruppo Misto):ben venga che il Sindaco si atterrà a quello che indica il Consiglio Comunale. Ci siamo dati da fare in vari modi, ma mentre il Consiglio Comunale è stato sempre unito, il Sindaco ha avuto dei momenti in cui il suo atteggiamento è sembrato vacillare. La Regione ha confermato il No all’ampliamento sul primo ampliamento, poi quando è arrivato pronunciamento del Consiglio di Stato è stato tirato fuori un nuovo progetto, più contenuto, tanto che la Soprintendenza avrebbe rivisto il proprio parere. La procedura di VIA non si chiudeva perché c’era nel cassetto un altro progetto! La mozione del Sindaco viene presentata a marzo sapendo che il nostro voto sarebbe stato carta straccia perché la procedura di VIA si stava concludendo. La conclusione conteneva delle contraddizioni, nella procedura di VIA il sovrintendente disse che l’ampliamento andava cancellato, il nuovo sovrintendente ha stravolto quel parere negativo. Quindi gli elementi per ricorrere al TAR c’erano già, ma il Sindaco dinanzi alle telecamere disse che non c’erano le condizioni per un ricorso al TAR. Così anche nell’immediatezza dei fatti il Sindaco è apparso rinunciatario. Un atteggiamento che però non può essere più tollerato”.

Stefano Olimpieri (Identità e Territorio): “capisco la proposta di Vergaglia mi sembra invece più cervellotico il fatto che la mozione venga presentata dal PD che è il partito di Germani. Tredici mesi fà il PD presentò un documento di indirizzo in cui chiedeva di chiudere il ciclo dei rifiuti entro il 2017, con un piano d’ambito e l’individuazione di imprese sul nostro territorio che potessero chiudere il ciclo. I tempi che hanno scandito questa vicenda sono segnati dal rapporto politico tra questa Amministrazione e la Regione dove, questo Comune amministrato dal Sindaco Germani ha sempre avuto la peggio, penso a: sanità, trasporti, sviluppo turistico, ambiente. La partita rifiuti è molto complessa. Il Sindaco ha preso in giro il Consiglio Comunale ma anche se stesso. Dal punto di vista politico il Sindaco e quindi il Comune è debole nei rapporti politici con la Regione. Il colore politico è lo stesso ma non possiamo accettare che in Regione si faccia il buono e il cattivo tempo per questa nostra realtà. Perché il Sindaco disse che non avrebbe fatto ricorso, quando poi subito dopo ha attivato i legali”. 

Roberta Tardani (Forza Italia): “che l’atteggiamento del Sindaco sia stato ondivago è dire poco. Il risultato è una situazione molto difficile per il nostro territorio da cui è difficile uscire. Nel 2014 e 2016 il Consiglio Comunale ha deliberato che la città era contraria ad ogni e qualsiasi progetto di ampliamento della discarica. Il fatto che a settembre 2017 il Sindaco come risulta dai verbali di una riunione svoltasi in Regione, abbia ritenuto ‘accoglibile’ un progetto di ampliamento indebolisce di fatto la città.
In quella sede il Sindaco doveva dire di avere un mandato chiaro. La mancanza di coerenza e trasparenza nei confronti della città è palese. La città è quindi nelle mani della regione. Il Sindaco è membro dell’AURI e anche in quella sede aveva la forza della città intera, ma invece ha ritenuto accoglibile questo progetto. Siamo l’unica regione che ancora fonda il suo Piano Regionale dei Rifiuti sulle discariche per incapacità della politica locale e regionale guidata dalla sinistra. Alla dichiarazione del Sindaco di non fare ricorso, il PD lo ha messo sotto tutela e si è fatto promotore di una mozione che sostiene il ricorso al TAR. Tanti, troppi i fallimenti. In questa situazione come si può non aderire allora ad una mozione per il ricorso al TAR? La Regione si è messa in una situazione complicata e annaspa sulle decisioni da prendere per il PRR. Purtroppo la mancanza di autorevolezza del Sindaco ci ha messo in una condizione di assoluta debolezza nei confronti della Regione e degli altri territori regionali che scaricheranno sul nostro territorio le loro contraddizioni”.

Vergaglia: “questa storia è costellata di tante occasioni mancate. Due/tre anni fa la situazione era diversa perché c’era qualche margine di trattativa con le figure apicali di Acea che, al di là dell’ampliamento della discarica, aveva interesse ad investire. La Regione Umbria ha bisogno di Orvieto. Le contraddizioni sono tante nell’operato del Sindaco quando io feci delle proposte mi venne risposto in modo paternalistico. Altra occasione persa. Tra le regioni Lazio e Umbria i rapporti sono più fluidi. In conclusione, il ricorso deve essere fatto ed è fondato. Il fatto che sia stato presentato da entrambi gli schieramenti è comunque importante. Se il Sindaco dovesse continuare ad avere un atteggiamento rinunciatario gli elettori ne trarranno le conseguenze”.

Taddei: “con la mozione abbiamo voluto ribadire la volontà unanime della Città di Orvieto rappresentata in Consiglio Comunale”.

Sindaco: “ribadisco alcune questioni già riportate in altri interventi. Si cerca di creare le condizioni di una battaglia su una materia così importante. Da parte mia chiarisco subito di avere la coscienza a posto! Tant’è che abbiamo ottenuto in modo netto l’esclusione del terzo calanco, poi abbiamo vinto la partita con il Consiglio di Stato, sulla percentuale di raccolta differenziata siamo molto avanti; il primo progetto dell’ampliamento del 2° calanco è stato accantonato; cose che costituiscono le premesse del documento di indirizzo del nuovo PRR. 
Secondo quanto prevede la normativa circa la possibilità di rimodulare un progetto, io ho partecipato alle riunioni negli uffici regionali alla luce del sole, non in maniera carbonara. Il tema delle discariche è assolutamente da superare. Rispetto a quanto discutevamo in Auri è chiaro che tecnicamente il progetto era compatibile, ma ho detto con chiarezza che l’intera partita veniva riportata in Consiglio Comunale. La Regione, sbagliando, è voluta andare avanti. 
Nei prossimi giorni invierò il carteggio al nostro avvocato. Non c’è pressione da parte di nessuno rispetto alle mie decisioni. Sicuramente posso aver fatto degli errori ma non mi faccio condizionare nell’atteggiamento. Da 25/30 anni la discarica sta nella dialettica politica di questa città, forse adesso, per la prima volta, siamo arrivati al superamento di questa partita. E giocheremo la partita fino in fondo”.
 
Dichiarazioni di voto, Sacripanti: “favorevoli alle due mozioni. Capisco l’imbarazzo del Sindaco. Se è vero che siamo quasi al 70% del differenziato perché si continua ad ampliare la discarica? Il problema è che in assenza di strutture per il riciclo anche il differenziato ritorna in discarica. Il Sindaco la smetta di prenderci in giro”.

Olimpieri: “‘il Sindaco va stimolato’ ha detto Taddei. Questo va fatto a prescindere. La debolezza politica di questa maggioranza è che stimola il Sindaco quando ci sono atti in Consiglio Comunale. Sulla raccolta differenziata deve cadere un tabù: venne introdotta dal Sindaco Mocio e dal suo Vice Capoccia che la annunciò avendo assegnato il bando, ma senza metterci un euro, anzi svendendo la discarica alla Sao. Poi il servizio è partito a febbraio 2011 grazie all’amministrazione Concina, un meccanismo che, con una maggiore spinta e soprattutto con l’impegno dei cittadini ci ha portato oggi al 75% del RD. Io voterò le mozioni, ma il dato vero è che la Giunta Comunale è debolissima e deve mettere a sistema tutte le sue componenti”.

Tardani: “voteremo le mozioni a dimostrazione che sui temi veri sappiamo giungere alla condivisione. Tutto l’andamento di questa partita ha indebolito la nostra città. Che ci sono delle emergenze che Orvieto sanerà, è evidente nelle decine di accordi extraregionali per sanare le emergenze di questa o quella città dell’Umbria. E’ stata un bluff anche la questione dei dati della accolta differenziata”.


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