Centro accoglienza immigrati allo Scalo, Croce: “Per una città come Orvieto il Diritto di Asilo non può limitarsi ad un dibattito teorico”
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Centro accoglienza immigrati allo Scalo, Croce: “Per una città come Orvieto il Diritto di Asilo non può limitarsi ad un dibattito teorico”

 

 

ORVIETO – Mentre a livello nazionale c’è tensione sulla destinazione dei 629 migranti a bordo della Aquarius, a casa nostra ha sollevato molte polemiche l’imminente apertura a Orvieto scalo di un Centro di Accoglienza per immigrati. A spiegare come stanno le cose, cercando di riportare serenità negli animi, è l’assessore alle Politiche Sociali, Pari Opportunità e Politiche per l’Immigrazione Cristina Croce che precisa quanto segue:

“SPRAR sta per Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati in Italia. Chi vi accede è un rifugiato o un richiedente asilo cioè, innanzitutto, una persona perseguitata per la sua razza, la sua religione, la sua cittadinanza, la sua appartenenza a un determinato gruppo sociale o le sue opinioni politiche. Così recita l’art.1 della Convenzione di Ginevra del 1951. Non una casa vacanze o un B&B del Paese dei Balocchi ma uno scoglio per non annegare e morire in un mare di violenza e sopraffazioni.

Sin dal 30 ottobre 2017, come a suo tempo reso noto da questa Amministrazione, lo SPRAR ad Orvieto, a seguito dell’espletamento di una procedura pubblica prevista dalla legge, è questo: dieci ragazzi africani, da 14 ai 18 anni senza genitori o parenti stretti, ospitati presso una Comunità Educativa autorizzata ai sensi della normativa Regionale n. 8 del 2005 ubicata in Orvieto (della quale si omettono i riferimenti per le norme sulla tutela dei minori).
Secondo le linee guida stabilite dal Ministero dell’Interno questi ragazzi ricevono vitto, alloggio e assistenza educativa H24 trattandosi di minori, e, laddove necessario, assistenza sanitaria; frequentano la scuola di italiano e tirocini formativi; sono iscritti a società sportive mentre per alcuni di loro è previsto l’inserimento in percorsi scolastici. Ovvero si sta realizzando un percorso di inserimento sociale e di acquisizione di autonomia sociale ed economica, che è l’obiettivo finale dello SPRAR.

Per una città come Orvieto – già sede di un premio internazionale per i Diritti Umani e, a novembre di quest’anno, sede del Festival Internazionale dei Diritti Umani – il Diritto di Asilo non può limitarsi ad un dibattito teorico. Deve trasformarsi in azione concreta, essendo un dovere che è anche uno degli emblemi universali di un processo di civilizzazione che non può dirsi ancora concluso.  Lo SPRAR non è un episodio locale ma un modello di governance multilivello nazionale che ha trasformato il sistema dell’accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati da una dimensione privata ad una dimensione pubblica. Allo SPRAR partecipano, infatti, il Ministero dell’Interno, gli Enti locali attraverso l’ANCI e le realtà del terzo settore che sono passate da una funzione di supplenza – in un contesto di vuoto normativo e programmatico – ad un ruolo di partenariato.

Tali interventi accedono alle risorse previste dal Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo, istituito per legge e messo a bando dal Ministero dell’Interno”.
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Altri approfondimenti sullo SPRAR – Sistema di Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati. 
Cos’è e come funziona la rete comunale dell’accoglienza coordinata dal Ministero dell’Interno in collaborazione con ANCI.
Per molti è il modello a cui tendere: una forma di accoglienza integrata, basata su progetti portati avanti dagli enti locali, che prevede iniziative di integrazione e avviamento al lavoro. Ma cos’è e come funziona lo Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati?
Nato nel 2002 con la legge 189, il modello Sprar ha segnato un momento di svolta nella storia dell’asilo in Italia; per la prima volta, infatti, si è iniziato a pensare e a programmare in termini di sistema, inoltre l’accoglienza è uscita dalla dimensione privata per entrare in quella pubblica.
Antecedentemente allo Sprar le realtà del terzo settore gestivano l’accoglienza in totale autonomia e al di fuori di una cornice istituzionale definita e omogenea, quello che ancora oggi accade con i Centri di Prima accoglienza. Con l’avvio del Programma nazionale asilo, si è concretizzata un’assunzione di responsabilità da parte degli enti locali e dello Stato centrale.
Lo Sprar può contare, infatti, su una rete strutturale di enti locali che accedono al Fondo Nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo (Fnpsa) per realizzare progetti di seconda accoglienza integrata destinati a richiedenti protezione internazionale, rifugiati, titolari di protezione sussidiaria e umanitaria, in collaborazione con le realtà del terzo settore.

Caratteristiche principali del Sistema di Protezione sono: 
– il carattere pubblico delle risorse messe a disposizione e degli enti responsabili dell’accoglienza, Ministero dell’Interno ed enti locali, secondo una logica di governance multilivello;
– il decentramento degli interventi di “accoglienza integrata”;
– le sinergie avviate sul territorio con i cosiddetti “enti gestori”, soggetti del terzo settore che contribuiscono in maniera essenziale alla realizzazione degli interventi.

Il progetto SPRAR del Comune di Orvieto, capofila della Zona Sociale N. 12 
Il Comune di Orvieto, in qualità di capofila per gli interventi sull’Immigrazione della Zona Sociale n. 12, lo scorso anno ha presentato il Progetto Sprar per l’accoglienza di 10 minori stranieri non accompagnati dai 14 ai 18 anni, e dal 30 ottobre 2017 lo stesso è diventato operativo.
I minori, provenienti dall’Africa, sono stati assegnati dal Ministero dell’Interno al Progetto Sprar del Comune di Orvieto e inseriti presso una Comunità Educativa autorizzata ai sensi della normativa Regionale n. 8 del 2005 – ubicata in Orvieto, in quanto minori privi di figure parentali di riferimento sul territorio italiano.
Tutti i progetti territoriali del Sistema di protezione, all’interno delle misure di accoglienza integrata, oltre a fornire vitto e alloggio, provvedono alla realizzazione di attività di accompagnamento sociale, finalizzate alla conoscenza del territorio e all’effettivo accesso ai servizi locali, fra i quali l’assistenza socio-sanitaria.
Sono inoltre previste attività per facilitare l’apprendimento dell’italiano e l’istruzione degli adulti, l’iscrizione a scuola dei minori in età dell’obbligo scolastico, nonché ulteriori interventi di informazione legale sulla procedura per il riconoscimento della protezione internazionale e sui diritti e doveri dei beneficiari in relazione al loro status. Attualmente, i ragazzi ospitati nella struttura di Orvieto, sono impegnati in un inserimento a 360° con la nostra comunità, frequentano la scuola, i corsi di italiano, i tirocini formativi e sono regolarmente iscritti a società sportive locali.
L’obiettivo dell’accoglienza Sprar è quello di fornire strumenti per l’autonomia e l’inserimento dei richiedenti asilo nel territorio locale che li ospita.
Da ultimo, giova ricordare che gli Enti Locali hanno l’obbligo di mettere in protezione i minori stranieri ritrovati nel proprio territorio, questo ha significato per la Zona Sociale dell’Orvietano di dover provvedere negli anni passati al collocamento degli stessi in strutture private con un esborso annuo pari a circa 70.000,00 euro; aver aderito allo Sprar significa anche dare una risposta strutturale e di qualità e un ingente risparmio economico per le Amministrazioni poiché tutte le fasi dell’Accoglienza sono ad esclusivo carico del Ministero dell’Interno.

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12 giugno 2018

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