Geotermia a Castel Giorgio ultimo atto: alla Giunta regionale dell’Umbria la decisione finale

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Coordinamento AssociazioniOrvietano, Tuscia e Lago di Bolsena aderenti alla Rete NoGeSi

 

Ormai siamo alle battute finali: la vicenda dell’impianto geotermico di Castel Giorgio volge comunque ad una conclusione, dopo anni di alterne vicende. Una sentenza del TAR del mese scorso impone al Ministero dello Sviluppo Economico di decidere in tempi brevi sull’autorizzazione o meno all’impianto. Ponendo fine al “binario morto” sul quale la Giunta Regionale Umbra aveva posto la vicenda, assumendo la posizione di non procedere né a dare, né a negare la propria “intesa” all’impianto.

Ma la decisione spetta comunque ora alla Giunta Regionale. Perché questo prevede la Legge e la Costituzione. Quindi anche una procedura finale attivata dal Ministero dello Sviluppo Economico, con interessamento della Presidenza del Consiglio, non potrà non passare per la richiesta di “intesa” alla Giunta Marini. I cittadini di una vasta zona, comprendente tutto l’Orvietano e oltre, sostenuti in modo compatto da tutte le amministrazioni comunali della zona, si sono espressi ripetutamente contro questo impianto. Un progetto ritenuto pericoloso – anche da importanti scienziati a livello mondiale – per la salute, per l’aria, il terreno, le acque e per gli effetti sismici dichiarati. Considerato devastante per il panorama dell’Altopiano dell’Alfina, e del tutto inappropriato per il tipo di sviluppo sociale ed economico che i cittadini e le amministrazioni locali perseguono per il loro territorio. A queste forti preoccupazioni si è aggiunta due anni fa l’enorme paura per una pesante scossa di terremoto che ha danneggiato le case di Castel Giorgio e costretto la gente a dormire per strada per settimane. Una scossa il cui epicentro era situato proprio all’interno del bacino geotermico che l’impianto vorrebbe sfruttare.

La gente giustamente non vuole rischiare la vita e la salute. Non vuole danneggiate le proprie attività ed i propri immobili. Questo comunque. Ma poi si arrabbia ancora di più se tutti questi rischi sono connessi ad un impianto che non prevede posti di lavoro significativi e che produrrebbe da una parte solamente l’inezia di 5 MWe ma dall’altra un sacco di soldi di incentivi statali per un gruppo di stranieri del Liechtenstein…

I cittadini vorrebbero avere chiaramente dalla parte loro gli amministratori che hanno eletto. Vorrebbero da loro la protezione dei propri interessi vitali. E non avere l’impressione che le amministrazioni stiano fumosamente al servizio di capitali stranieri. Ora è il momento che la Giunta Regionale mostri nitidamente da che parte sta. La Regione può farlo, ha tutti i poteri per farlo. In casi del tutto simili, in Campania ed in Toscana, la Regione ha negato l’intesa ad impianti geotermici, sia pure in presenza di parere positivo di compatibilità ambientale degli uffici tecnici della Regione, richiamandosi alla natura “politico-amministrativa” dei suoi atti. In quanto è la Giunta che decide in base a valutazioni di carattere complessivo, che includono i sentimenti, gli interessi, le economie, la salute dei cittadini. E non può decidere solamente in base alle fredde – e talvolta del tutto opinabili – valutazioni di tecnici non sempre all’altezza.

Ci aspettiamo che la Giunta Marini si mostri dalla parte dei propri cittadini, a difesa della loro salute e dei loro interessi. E lo faccia con un atto concreto, negando l’intesa al MISE ed eventualmente alla Presidenza del Consiglio nei giorni a venire.

 


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