“Più Pilo per Tutti”, Italia Nostra storce il naso: “Non ci si dovrebbe veicolare l’immagine di Orvieto”

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di Italia Nostra Onlus – Sezione di Orvieto

“Il bricolage è una bella cosa, aiuta a liberarsi dallo stress e a fare qualcosa di utile se confinato nell’ambito casalingo. Inutile dire che se applicato al marketing di una città, e all’immagine di una città, assume tutto un altro significato. Spesso dannoso. È quanto avvenuto con la ‘trovata’ ‘Più Pilo Per Tutti partorita da un gruppetto di commercianti orvietani, che per promuovere le proprie attività hanno inteso rifarsi, pur modificandola, alla famosa battuta del comico Antonio Albanese. Mentre Albanese ha inteso stigmatizzare la degenerazione dei politici, almeno di alcuni, la battuta, in virtù del livello culturale attuale, è stata recepita, anche dai nostri volenterosi commercianti, come una sorta di riferimento, di leitmotiv.

Se qualcuno potrà dire, a ragione o a torto, che di più Pilo o Pilu, c’è sempre bisogno, è evidente che non ci si dovrebbe veicolare l’immagine di Orvieto, almeno per rispetto della storia della città e dei suoi abitanti. Orvieto non ha bisogno di più Pilo ma di riappropriarsi della propria vita quotidiana (oggi tema fondamentale per attirare turisti) e lo potrà fare soltanto se i suoi cittadini e i suoi amministratori avranno rispetto e un adeguato bagaglio culturale per capire il luogo dove abitano e che amministrano.

In prima istanza, ciò dovrebbe essere detto non tanto ai commercianti che hanno partorito quest’assurdo gioco di doppi sensi, pensando di promuovere l’economia della città, ma al sindaco e agli amministratori di Orvieto che non hanno ancora, a quattro anni dal loro insediamento, e a circa uno dalla fine del mandato, presentato un programma, una visione, un indirizzo politico a favore di Orvieto, utile anche a rassicurare i commercianti giustamente preoccupati, così da evitare che si indirizzino su pericolose soluzioni ‘fai da te’.

Ciò che stupisce, infatti, è il silenzio del sindaco rispetto a questo vero e proprio danno d’immagine e, soprattutto, il silenzio assordante da parte dell’assessore alla cultura, che sarebbe dovuta intervenire, in virtù del ruolo che occupa pro tempore, a difesa e a salvaguardia della storia e della cultura artistica che l’immagine di Orvieto veicola, o, almeno, per prendere le distanze, in quanto donna, da affermazioni e da luoghi comuni così sessisti com’è la ‘trovata’ del Pilo”.

 

 


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