Commemorazione dei sette martiri a Camorena, Germani: “Una pagina importante della nostra storia”

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ORVIETO – Alla presenza del Gonfalone della Città di Orvieto e dei Comuni del territorio, delle Autorità civili e militari, di Associazioni, cittadini e delle rappresentanze delle Scuole, si è svolta nella mattinata di giovedì 29 marzo in località Camorena, la cerimonia di commemorazione del 74° anniversario dell’eccidio nazi-fascista di sette orvietani: Alberto Poggiani, Amore Rufini, Ulderico Stornelli, Federico Cialfi, Raimondo Gugliotta, Raimondo Lanari e Dilio Rossi, avvenuto il 29 marzo del 1944.

I partecipanti si sono ritrovati presso il piazzale del Palazzetto dello Sport di Ciconia da cui è partito il Corteo diretto alla volta di Camorena dove, dinanzi al Cippo che ricorda la fucilazione, si è svolta la cerimonia commemorativa con la lettura di alcuni brani d’epoca e la deposizione delle corone.


La ricorrenza viene celebrata ogni anno, per ricordare le pagine più tristi della storia nazionale e locale. In questo senso, nel suo discorso il sindaco, Giuseppe Germani ha affermato:

Sono passati molti anni, 74, dall’eccidio di Camorena. Ma è ugualmente necessario commemorare questo triste accadimento della nostra storia. E’ necessario, indispensabile, ricordare i sette martiri: Federico Cialfi, Raimondo Gugliotta, Raimondo Lanari, Alberto Poggiani, Dilio Rossi, Amore Rufini, Ulderico Stornelli. In primo luogo perché non si deve dimenticare una pagina così importante della storia di Orvieto. E soprattutto non la devono dimenticare i più giovani, che possono non conoscere quell’episodio così tragico.
Sì, una pagina importante della nostra storia, perché dimostra che la resistenza, l’antifascismo, in quegli anni, si manifestò anche ad Orvieto. E l’antifascismo deve rimanere un tratto distintivo della nostra città. Orvieto come tutte le città Italiane ed Europee non deve abbassare la guardia Del resto la commemorazione di oggi, serve a dimostrare che l’antifascismo rappresenta uno dei capisaldi della Costituzione Italiana, non solo di quella formale ma anche di quella materiale.


La nostra Costituzione è stata giustamente considerata anche come la resistenza tradotta in formule giuridiche, proprio per il suo forte richiamo ai valori di libertà, di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, di solidarietà, di pace, di democrazia fondata sulla partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del nostro Paese, come prevede l’articolo 3 della nostra Carta.
La recente approvazione nel nostro Consiglio Comunale di una mozione che afferma nuovamente questi valori, credo sia la testimonianza più concreta di quanto questi principi devono essere presenti nel nostro vivere quotidiano. E la commemorazione di oggi significa ricordare che l’antifascismo e la resistenza sono valori fondamentali e costitutivi della nostra Repubblica.


Tale considerazione risulta particolarmente necessario evidenziarla in un periodo nel quale, purtroppo, come già rilevai lo scorso anno, è sempre attuale la problematica dell’apologia del fascismo, reato che si consuma, secondo il codice penale e la giurisprudenza, nel momento in cui si costituisce un’associazione che faccia propri i principi ideologici del disciolto partito fascista ed il metodo di lotta da esso adottato: esaltazione dell’uso della violenza, soppressione delle libertà, effettuazione di propaganda razzista. 
Sono diversi peraltro gli episodi, contraddistinti anche da gravi atti di violenza, del tutto inaccettabili, verificatisi recentemente nel nostro Paese, che hanno dimostrato concretamente che sussiste ancora, in forme diverse, l’apologia del fascismo. Un solo avvenimento può essere sufficiente citare: quanto verificatosi a Macerata. E tale fatto non può che essere definito di chiara matrice fascista.
E’ del tutto evidente, quindi, quanto sia ancora attuale la commemorazione dei 7 Martiri, e non sia affatto una commemorazione retorica, uno stanco rituale che si ripete ogni anno.
Federico Cialfi, Raimondo Gugliotta, Raimondo Lanari, Alberto Poggiani, Dilio Rossi, Amore Rufini, Ulderico Stornelli sono, con il loro esempio e le loro vite, uomini che devono rimanere ben scolpiti nella nostra memoria”.


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