Sanità e ospedale, Zeno: “Basta con le parole, servono i fatti”

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Ciro Zeno della segreteria regionale del partito Pci interviene con una nota sulla notizia della ragazza che, dopo aver subito il morso di un cane ed essersi recata per le cure del caso all’ospedale di Orvieto, è stata costretta a raggiungere il noscocomio di Montefiascone per un’antitetanica. Il fatto è stato appunto denunciato da Zeno a cui ha fatto seguito un’interrogazione urgente in regione da parte del consigliere Sergio De Vincenzi e la precisazione del direttore generale dell’Usl Umbria 2 Imolo Fiaschini.

Questa la nota della Asl:

Come attestato dai registri del Pronto Soccorso di Orvieto, nella data indicata nell’articolo, il 27 gennaio 2018, risulta essersi presentata una sola persona con le caratteristiche risultanti nell’articolo – donna con morso di cane – alle ore 10.23.
La paziente è stata regolarmente trattata con medicazione e somministrazione di antibiotico e di immunoglobuline antitetaniche ed è stata dimessa con prescrizione di “somministrazione di vaccino antitetanico presso il Distretto di appartenenza dopo 30 giorni”.
Come noto le vaccinazioni, al contrario delle immunoglobuline, non sono trattamenti di urgenza da effettuarsi in un Pronto Soccorso ma pratiche di elezione a carico dei vari Distretti nei tempi indicati nella prescrizione. Infine, dai registri farmaceutici consultati, risulta che il Pronto Soccorso di Orvieto ha sempre avuto disponibilità sia di Immunoglobuline Antitetaniche che di Siero specifico per l’eventuale trattamento in urgenza del Tetano.
Siamo avvezzi alle pagelle e accettiamo le critiche con spirito costruttivo, come una sollecitazione a fare di più e meglio, ma non possiamo non rilevare come tali notizie, prive di ogni fondamento, danneggino pesantemente l’immagine dell’azienda e dei professionisti della salute, bene importantissimo e quindi suscettibile di tutela in ogni sede, che ogni giorno assicurano con passione e abnegazione servizi efficienti e di qualità e pesino come un macigno sul grado di fiducia che migliaia di assistiti del comprensorio orvietano dovrebbero riporre, senza alcuna riserva, nei confronti dell’operato e del livello di assistenza garantito dall’Azienda Usl Umbria 2 e dal servizio sanitario pubblico regionale.

Rispetto alla risposta di Fiaschini, Zeno, a sua volta, precisa però quanto segue:

“Sulla scia della costante attenzione che il Pci tiene alta da anni sulla questione sanità, siamo lieti che il consigliere regionale Sergio De Vincenzi abbia presentato un’interrogazione urgente in Regione sulla questione. Ma non ci basta.
Sono trascorsi ormai molti mesi da quando sulla stessa nostra azione la Terza Commissione Regionale si impegnò a venire ad Orvieto e verificare lo stato della sanità locale, compreso l’ospedale ma furono solo promesse. Ci auguriamo che questa volta le parole saranno seguite da fatti concreti. In riferimento alla frettolosa e poco meditata nota di risposta della USL 2 alla nostra ennesima denuncia rispetto all’assenza di antitetanica, facciamo notare che il caso da noi segnalato si riferisce ad un’utenza non della mattina di sabato 27 gennaio ma al pomeriggio di sabato 20 gennaio. Rimaniamo ora in fiduciosa attesa che la ASL rettifichi la sua nota inviata alla stampa spiegando cosa è avvenuto il sabato pomeriggio del 20 gennaio. Ci auguriamo che dopo l’ennesimo episodio che dimostra a pieno che il nostro ospedale deve essere difeso, il sindaco e la nostra amministrazione battano ora i pugni sul tavolo della Regione per chiedere più dignità e risorse per la salute del nostro territorio. Speriamo anche le prossime elezioni non siano viatico di promesse di Pulcinella ma di impegni mantenuti”.


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