L’Umbria non è più rossa
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L’Umbria non è più rossa

di Dante Freddi

L’Umbria rossa è sempre più sbiadita. È un processo iniziato da anni, da quando il controllo del vecchio PCI è crollato e non è stato sostituito dal PD.  Le previsioni nei collegi uninominali pubblicate da Repubblica segnalano un centrosinistra in affanno, superato dalla destra nel Collegio di Terni -Orvieto e in quello di Foligno. A Perugia il PD è ancora in grado di reggere ed è avanti con qualche traballante decimale.
Pezzi grossi come Bocci e Damiano sono superati nei collegi uninominali della Camera dai candidati di destra .

Alla Camera, nel collegio di Perugia, Giacomo Leonelli, precede con il 34,30% Emanuele Prisco, 29,91%, e Paola Giannetakis , M5S, con il 24,16%. A Foligno Riccardo Marchetti, Lega, è al 32,34%, avanti  a Giampiero Bocci, potente deputato  PD e sottosegretario, al 31,78%. Segue Gino Di Mnici Proietti, M5S, al 25,4%. A Terni-Orvieto, complice anche la disastrosa situazione amministrativa di Terni, guida Raffaele Nevi, FI, consigliere regionale, con il 32,21%, segue Cesare Damiano, personaggio di alto livello del PD non renziano, con il 31,50. Lucio Riccetti, orvietano, M5S, è al 24,88%.

Al Senato i collegi sono due, Perugia e Terni. Guida quello di Perugia Giampiero Giulietti, PD, 34,53%. Poi Francesco Zaffini, FdI, con il 30,6, e ultima Francesca Tizi, M5S, 22,64. A Terni è avanti Donatella Tesei, Lega, con il 32,64. Poi Simonetta Mignozzetti, PD, con il 31,85. Chiude Marco Moroni, M5S, al 23,26.

Le uniche certezze sono l’impossibilità del M5S di conquistare un seggio nell’uninominale umbro e che il centrosinistra è seriamente contrastato dalla destra, anche perché manca il contributo della sinistra uscita dal Pd, con il pericolo di essere addirittura sopraffatto nel Ternano e nel Folignate.
Le promesse elettorali, per definizione ormai assimilata metafora della presa per i fondelli del popolo, hanno compiuto ancora il loro ruolo, hanno conquistato la pancia di moltissimi elettori  intristiti da un realismo opaco che non fa sognare e troppo sfiduciati per immaginare serenamente che domani potrà essere, passo passo,  diverso e migliore. Chi vive nel disagio o nella paura o nell’insicurezza ha fretta ed è disponibile a credere a tutto.

4 febbraio 2018

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dante


UN COMMENTO SU QUESTO POST To “L’Umbria non è più rossa”

  1. Concordo con le conclusioni dell’amico Dante. La complessità di una società governata con democrazia, non consente di aver fretta, altrimenti accade come quando una macchina è impantanata: più fai girare le ruote rapidamente, più affondi. Forse più che promettere soldi, che poi non sono mai abbastanza, bisognerebbe cominciare a parlare di stile di vita, fornire i mezzi culturali per capire quali sono i veri bisogni e per difendersi da una informazione troppo abbondante e senza regole. Si dice con poche parole, ma per farlo bisogna ricominciare dalla scuola elementare!

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