Coordinamento Cisl Terni-Orvieto: “Ecco le maggiori criticità del territorio”

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di Coordinamento Cisl Terni-Orvieto

La Cisl di Terni per amore della città, come propone il vescovo Giuseppe Piemontese nell’ambito delle manifestazioni per San Valentino e del comprensorio, chiede a tutte le forze interessate di fare rete perché il contesto storico rischia di impoverire la forza e le competenze istituzionali. Le vicende del Comune di Terni, l’indebolimento della Provincia, la decisione dell’Inps di chiudere gli uffici di Narni e Amelia, contestata peraltro dalla Cisl di Terni in tutte le sedi opportune, il rischio di isolamento dell’ospedale di Orvieto, sono solo gli ultimi esempi di come le scelte politiche rischino di mettere a repentaglio il presente e il futuro di un territorio: servono competenze e cultura.

Crisi complessa – Competenza e cultura che dovrebbero essere gli elementi che contraddistingueranno l’aria di crisi complessa che rispetto al cronogramma di Invitalia appare in ritardo anche se si sta per completare l’iter previsto dalla procedura. Nei giorni scorsi la Regione ci ha fatto sapere che delle 212 iniziative presentate, 39 sono quelle potenzialmente candidabili agli incentivi della Legge 181/89 con investimenti previsti per 190 milioni di euro che dovrebbero portare poi alla creazione di oltre 500 nuovi posti di lavoro.

Tre i progetti che prevedono investimenti superiori a 20 milioni di euro: Smart Grid di Asm, Alcantara, Owens-Illinois, che a San Gemini ha lo stabilimento che produce bottiglie e contenitori in vetro. A questi si aggiungono i fondi che la Regione Umbria mette a disposizione per le piccole e medie imprese: 10 milioni di euro, che attiveranno ulteriori investimenti per circa 40 milioni di euro, che si stima possano creare altri 400 posti di lavoro. C’è un avverbio che preoccupa la scrivente organizzazione sindacale: potenzialmente. Perché quello che conta saranno le risorse economiche che realmente saranno messe a disposizione con la consapevolezza che il sistema delle politiche attive debba cominciare a funzionare prima possibile: alle aziende servono produttività e competenze, ai lavoratori servono proposte credibili formazione e istruzione accessibili a tutti.

Acciai Speciali Terni – Il coordinamento della Cisl di Terni-Orvieto segue con attenzione le vicende relative ad Acciai Speciali Terni invitando, anche in questo caso, la comunità a fare fronte comune per la salvaguardia e il potenziamento della Fabbrica nella consapevolezza che con un bilancio positivo Ast non è più un’emorragia per ThyssenKrupp e che di conseguenza separarsene non dovrebbe essere una priorità a breve. Lavoriamo tutti insieme per rendere Ast sempre più competitiva in modo da garantirle un futuro sereno a prescindere da a chi sarà l’azionista, coniugando la produzione di acciaio inossidabile con innovazione tecnologica e ambiente, salvaguardando la salute e sicurezza dei lavoratori. Se da una parte si apprezza l’utile di esercizio conseguito, dall’altra si chiede alla ThyssenKrupp di non privilegiare la massimizzazione dei vantaggi per l’azionista, ma anche di assicurare una politica di investimenti aggiuntiva rispetto a quella concordata al Mise per la realizzazione di eventuali verticalizzazioni che possa rendere premiante una eventuale futura collocazione.

Sgl Carbon – Per quanto riguarda la Sgl Carbon, la Cisl di Terni sta seguendo con interesse le recenti evoluzioni che sono riuscite a far assumere nuovamente qualche persona con l’auspicio che la produzione riparta nel più breve tempo possibile la fabbrica. Al tempo stesso la Cisl sollecita Ast e GoSource ad incontrarsi ancora per sottoscrivere un accordo per produrre elettrodi, anche per i forni delle acciaierie.

Appalti – L’altra questione centrale è quella relativa agli appalti, vale nel settore pubblico dove c’è sempre più ricorso alla pratica del massimo ribasso, vale nel settore privato: nel mezzo ci sono i lavoratori costretti spesso a rinunciare a parte di salario, con una diminuzione della qualità della prestazione che finisce con il riversarsi o sugli utenti o sui lavoratori stessi con una diminuzione degli standard di sicurezza. Analogo discorso vale per i servizi socio-assistenziali: oggi più che mai è necessario prevedere nuovi strumenti e risorse per il welfare che vadano a tutelare le famiglie, i poveri e i pensionati.


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