Strategia d’Area Interna “Sud Ovest Orvietano”, siglata la convenzione con l’Umbria

 

di Valentino Saccà

ORVIETO – E’ tempo di firme importanti per il Comune di Orvieto, che nella mattinata di mercoledì 6 dicembre ha siglato la convenzione con la Regione Umbria, in qualità di capofila dei 20 comuni aderenti al Progetto Area Interna – Sud Ovest Orvietano.
Durante la firma dell’atto, avvenuta presso la Sala Consiliare del Comune, il sindaco Giuseppe Germani ha sottolineato l’importanza progettuale che sta alla base di tale accordo. Un’idea di sviluppo legata a settori come turismo e cultura ma aperta anche ad altri servizi importanti per il territorio, senza perdere la mission principale del progetto Area Interna, ovvero ricreare le condizioni di lavoro su questo territorio per i cui i giovani possano realizzare i propri sogni. Quello dell’Area Interna è una vera e propria programmazione che guarda ai prossimi 5/6 anni, ma anche una modalità di visione, come lo ha definito la presidente Catiuscia Marini, capace di creare una bussola per il territorio che potrà essere usata anche da altre iniziative. A tale progetto hanno aderito anche 14 membri dell’Unione Europea ed è anche una sfida da portare avanti per una visione futura del paese.
Alla firma hanno partecipato Sindaci e rappresentanti dei 20 Comuni facenti parte all’Area Interna: Alviano, Allerona, Attigliano, Baschi, Castel Giorgio, Castel Viscardo, Città della Pieve, Fabro, Ficulle, Giove, Guardea, Lugnano in Teverina, Montecchio, Montegabbione, Monteleone di Orvieto, Orvieto, Parrano, Penna in Teverina, Porano, San Venanzo.

IL RUOLO DELLA REGIONE UMBRIA – La convenzione, articolata in 8 punti, è lo strumento che regola i rapporti tra gli enti interessati ai fini di supportare la piena attuazione delle azioni individuate nella strategia dell’area, e di assicurare procedure di gestione, controllo, verifica, trasparenti ed efficaci (fanno parte della convenzione il Documento di Strategia Area interna Sud Ovest Orvietano; le schede progettuali allegate alla Strategia; la tabella dei risultati attesi e degli indicatori di risultato. La convenzione ha efficacia, dalla data della sottoscrizione, sino alla conclusione di tutte le attività previste e al completamento di tutti gli adempimenti conseguenti).
L’Accordo di Programma Quadro conseguente alla stipula della convenzione verrà sottoscritto dall’Agenzia per la Coesione Territoriale, dai Ministeri competenti, dalla Regione Umbria e dal Comune Capofila.
Lo stesso accordo prevede che la Regione nel ruolo di Responsabile Unico delle Parti vigilerà sull’attuazione di tutti gli impegni che le competono, ed in particolare farà ricorso a forme di collaborazione e di coordinamento anche attraverso strumenti di semplificazione dell’attività amministrativa, promuoverà e accelererà le procedure amministrative di attuazione dell’Accordo, rimuoverà tutti gli eventuali ostacoli nelle fasi di esecuzione degli impegni assunti, garantirà le attività di monitoraggio utili a procedere periodicamente alla verifica dell’Accordo, anche al fine di attivare prontamente tutte le risorse per la realizzazione degli interventi.
La Regione, inoltre, garantirà il coordinamento operativo dell’esecuzione del Programma d’interventi, promuoverà ogni azione utile al rispetto delle tempistiche e delle procedure indicate nei cronoprogrammi, garantirà per gli interventi di propria competenza l’aggiornamento dei dati di monitoraggio e il trasferimento al Sistema di monitoraggio unitario presso IGRUE, parteciperà alle modalità valutative della loro efficacia, assicurerà il coordinamento e la collaborazione con gli enti locali interessati, oltre che il flusso delle risorse finanziarie di competenza.

IL COMUNE CAPOFILA – Il Comune di Orvieto, capofila, in rappresentanza di tutti i Sindaci degli “enti interessati” si impegna a porre in essere ogni misura necessaria per la programmazione, la progettazione e l’attuazione delle azioni concordate, ad attivare tutte le necessarie misure organizzative (risorse strumentali, tecniche e di personale) necessarie alle attività di gestione, monitoraggio e valutazione di efficacia del piano degli interventi e degli impegni previsti, a utilizzare appieno e in tempi rapidi tutte le risorse finanziarie individuate nell’Accordo rispettando i termini concordati e garantirà la piena collaborazione, in qualità di Soggetto capofila, con gli altri sottoscrittori.
Oltre a quanto previsto dalla convenzione, nel rispetto dei principi di collaborazione e di non aggravio del procedimento, di cui alla L. 241/90 ed in coerenza con quanto verrà previsto nell’Accordo di Programma Quadro (APQ), gli enti interessati si impegnano a rendere quanto più possibile celere, l’adozione dei provvedimenti amministrativi che dovessero rendersi necessari per l’attuazione degli interventi oggetto della Strategia.

UN FUTURO PER I GIOVANI – All’atto della firma della convenzione, il Sindaco di Orvieto, Giuseppe Germani ha affermato:  “l’atto che sottoscriviamo oggi è il compendio di un lavoro portato avanti in due anni, duro, articolato che ha visto la collaborazione di tutti i Sindaci. Un lavoro che va al di là di quello che è il presente ma che guarda alle generazioni future e che ha l’ambizione realistica di preoccuparsi di realizzare i loro sogni in termini di futuro, di occupazione e di qualità della vita. Ringrazio tutti i Sindaci, D.ssa Corridoro e il Dr. Caporizzi della Regione, la responsabile del coordinamento Carla Lodi e coloro i quali hanno collaborato a questa programmazione, i tecnici dei Comuni che hanno partecipato. Ringrazio la Presidente della Regione, Marini che sin dall’inizio ha creduto in questa programmazione. Questa prima fase si chiuderà con la firma definitiva, fra qualche settimana, dell’APQ/Accordo di Programma Quadro”.
“A livello operativo – ha spiegato – i documenti sono già all’attenzione degli organi ministeriali;  nell’arco di qualche settimana avranno la firma di tutti i ministeri di riferimento e poi la firma con del Ministero della coesione. Intanto si sta già lavorando sui bandi. A partire dalla riqualificazione del parco urbano del Paglia per circa 600 mila euro, fino al progetto ‘Dopo di Noi’. Ci sono risorse per circa 13 mln di euro con una programmazione che va da 5 a 10 anni e che può innescare risorse pubbliche private che vanno oltre i 25 mln di euro. L’obiettivo è riuscire a far lavorare insieme i fondi secondo una programmazione di Area Interna che agevola questa programmazione. Aggiungo che in questo territorio sono già da tempo operative le funzioni associate del Catasto e della Protezione Civile e che presto sarà attivata la funzione associata dello sviluppo economico e del turismo”.

UNA STRATEGIA CHE NON HA CONFINI TERRITORIALI – “Ringrazio il Sindaco di Orvieto, ente capofila e gli amministratori presenti in rappresentanza dei Comuni coinvolti nella strategia dell’Area Interna, ringrazio il lavoro tecnico qualificato dei tecnici regionali e dei comuni” ha detto la Presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini.  “La strategia di Aree Interne è prima di tutto una modalità di visione del territorio – ha aggiunto – non è finalizzata ad utilizzare solo risorse regionali e nazionali, ma a creare un approccio che i Comuni dovranno sempre più seguire per dare vita ad altre iniziative di programmazione da mettere a disposizione delle proprie comunità. E’ una iniziativa politica/istituzionale per approcciare le problematiche della aree interne che hanno delle fortissime vocazioni ma che rischiamo di pagare lo scotto della loro marginalità in termini di ulteriore marginalizzazione.  L’Area Interna ‘Sud Ovest Orvietano’ nasce da Orvieto e da questo territorio.
Venne anticipata nel 2013/2014 dall’ex Ministro Barca, poi recepita dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e poi portata avanti dal Ministero competente. La strategia di Aree Interne quindi, mette insieme la rete dei servizi, la visione dello sviluppo ed un metodo nuovo di porsi delle Amministrazioni Locali chiamate a dare risposte in termini di servizi. Una sfida importante delle Amministrazioni Locali chiamate ad agire concretamente su una serie ambiti fondamentali. Una modalità che deve vivere oltre la strategia di finanziamento dei progetti. La firma della convenzione è la tappa di lavoro importante e di grande qualità. Ora si entra rapidamente nella fase della programmazione e della gestione dei progetti”.
“Tale approccio metodologico – ha aggiunto – permette ad una serie di Comuni piccoli di stare su un livello di programmazione e di strategia che nessuno di essi singolarmente avrebbe potuto affrontare. Area Interna è dunque una strategia territoriale che non ha confini territoriali. Una strategia sul territorio che valuta i gap dimensionali, ed immagina una idea dello sviluppo e del futuro non in modo parcellizzato. Ciò impone ai Comuni di lavorare in maniera condivisa, non solo come amministrazioni comunali ma come territorio nel suo insieme”. “L’Umbria è una regione che da circa 20 anni gestisce in maniera associata alcuni servizi fondamentale: distretti, zone sociali, ambito unico per la gestione del sistema rifiuti, sistema idrico, promozione del turismo in forme associate – ha concluso la Presidente, Marini – i grandi pilastri dei servizi non sono più parcellizzati tra i vari comuni. Quindi è una regione che ha una solidità del modo di cooperare fra le Istituzioni.  Le sfide sulla dimensione dei Comuni non sono calate dall’alto ma si affrontano rispetto a quello che i Comuni dovranno sempre più garantire ai propri cittadini. Rispetto alle forme dell’associazionismo fino alla fusione, ciò dipende dalla dimensione non solo demografica, ma anche gestionale e dalla capacità di esercizio che hanno i comuni. Il Comune è un presidio di mantenimento del territorio quindi dobbiamo avere questa capacità e l’Umbria è attrezzata per queste sfide”.

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Lo strumento di “Area Interna” e le sue finalità
Perdita di popolazione, scarso ricambio generazionale, difficoltà dei giovani di accedere al mondo del lavoro, una economia da valorizzare nelle sue molteplici potenzialità hanno costituito, sino ad ora, lo scenario in cui alcune criticità da tempo condizionano lo sviluppo del territorio, in particolare: la perdita di popolazione che ha colpito ad un grado diverso tutti i centri dell’area interna a partire dagli anni ’60 e che è stata in parte compensata dalla presenza di famiglie di immigrati provenienti dall’estero e da nuovi residenti provenienti dall’Italia.
Il compito della Strategia per l’area interna dell’Orvietano è quello di affrontare un quadro locale complesso, dove le politiche di sviluppo settoriale, adottate fino ad oggi, necessitano di una nuova visione in grado di valorizzare le interazioni e la capacità complessiva del territorio di fare sistema.
Le azioni che si vogliono realizzare attraverso la strategia tendono a contrastare il progressivo declino dell’area interna, avviando una inversione di tendenza rispetto ai fenomeni di abbandono e spopolamento che da molti anni stanno mettendo in crisi la struttura sociale e economica del territorio.
L’Area Intera attiene quindi alla gestione dei servizi essenziali quali: Istruzione (per fornire servizi scolastici di eccellenza e contrastare il fenomeno dello spopolamento particolarmente sentito nelle aree montane e più isolate dove oggi le scuole primarie di montagna rappresentano dei presidi importanti), Sanità (dare risposte all’insorgenza di problematiche sanitarie legate alla cronicità) e Mobilità (sul fronte dei collegamenti esterni) che risentono della condizione di marginalità dell’area, della diminuzione della popolazione e dell’invecchiamento.
Gli obiettivi: migliorare la governance e potenziare le politiche di coesione e di integrazione sociale, contrastare la “desertificazione demografica” garantendo la qualità dei servizi e il mantenimento delle comunità sul territorio, l’adeguamento dell’offerta formativa alle potenzialità di sviluppo del territorio, ricomporre l’identità territoriale, rendere l’area coerente e attrattiva ai fini dello sviluppo socio economico sono alcuni degli obiettivi prioritari dello strumento “Area Interna”.
Cosa realizzare: una scuola aperta al territorio, scuola e occupabilità, la qualificazione dell’offerta formativa in relazione alle vocazioni territoriali ed alla innovazione tecnologica, il sostegno alle imprese; e ancora, interventi socio-sanitari ed educativi per il mantenimento delle comunità sul territorio, servizi sociali, economia sociale; la stazione ferroviaria merci, il TPL in rapporto al trasporto scolastico, la mobilità elettrica e, per il comparto cultura e ambiente, l’integrazione tra i moltissimi beni per una gestione integrata dell’offerta territoriale, percorsi storici naturalistici che facciano conoscere e valorizzino i tanti borghi resilienti.

 


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