Georadar nella discarica “Le Crete”, il Pci diffida la Regione ad attivarne l’utilizzo

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di Valentino Saccà

ORVIETO – Una diffida ad attivare l’utilizzo del georadar. E’ stata indirizzata dal Comitato regionale del Partito Comunista Italiano, nella persona del presidente Costantino Pacioni a Regione, Arpa, Prefettura e Ministero dell’Ambiente. “Al fine di escludere l’eventuale presenza di rifiuti pericolosi”, lamentando che “ad oggi nulla è stato attuato”. Preso atto degli impegni richiamati, la Regione Umbria ha rimesso nelle mani di Arpa quanto richiesto. Zeno sottolinea la dimensione politica e civica che sta assumendo il problema discarica e che in primo luogo sono le scelte del sindaco ad incidere sulla questione. “Una settimana fa – dichiara Zeno la consigliera Roberta Tardani e il vice presidente Consiglio Regionale Raffaele Nevi hanno esposto un documento che attestava l’attenzione al problema da parte del sindaco nei confronti della città. Germani va in Regione e sembra avere deciso un nuovo ampliamento della discarica, nonostante lo stop della sovrintendenza sia per l’ampliamento del 2° che per i lavori al 3° calanco”. Zeno nel proseguo dell’incontro sostiene che il sindaco Germani ha tradito le aspettative della città, azzoppando sempre più il sistema orvietano per via di un evidente scollamento tra amministrazione e cittadini.
Il problema grave – ha concluso Zenoè il disinteresse da parte delle autorità di verificare se sono stati effettuati i controlli Arpa alla discarica, nell’ipotesi di una possibile presenza di materiali pericolosi. Inoltre la Regione stessa dopo aver delegato Arpa ad approntare tali controlli si è completamente disinteressata di sapere come e se sono stati effettivamente svolti. Bisogna rassicurare i cittadini e questa amministrazione pare che stia remando in senso inverso e tutto questo potrebbe portarci presto alle urne elettorali“.
E’ in programma per lunedì 20 novembre un convegno in cui verranno approfondite le azioni avviate dall’AURI per il Piano d’Ambito regionale riferite anche alla cosiddetta ‘economia circolare’, e le varie esperienze condotte in Umbria dai diversi gestori di impianti.


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