Immobili ex Inalpi, interrogazione della consigliera Roberta Tardani sulla destinazione d’uso

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E’ un’interrogazione al sindaco quella a firma della consigliera Roberta Tardani circa le condizioni fatiscenti in cui si trova la sede “ex INAPLI”, situata in via della Pertiche nel centro storico di Orvieto che ospita la Sede legale e gli uffici operativi della Comunità Montana ONAT e dell’Agenzia Forestale Regionale.

Di seguito il testo dell’interrogazione:

L’immobile di proprietà della Regione ricordato come “ex INAPLI”, situato in via della Pertiche nel centro storico di Orvieto che ospita la Sede legale e gli uffici operativi della Comunità Montana ONAT e dell’Agenzia Forestale Regionale, è per la metà inutilizzato e manifesta evidenti segni di degrado che determinano riflessi negativi dal punto di vista del decoro urbano. Tale situazione porta a chiedersi perché una volumetria così considerevole per dimensione e ubicazione non spinga ancora la Pubblica Amministrazione regionale e comunale a decidere di renderla interamente funzionante e produttiva.

Per delibera del Consiglio Comunale di Orvieto, circa un decennio fa, l’immobile intero ha avuto una destinazione urbanistica ad edilizia residenziale sovvenzionata. A oggi, tale destinazione è inattuata e, da quanto si è appreso, inattuabile a causa della non produttività dell’investimento nel tempo motivata dall’Istituto delle case popolari preposto.

Prenderne atto e verificare se invece quella previsione urbanistica non sia da dichiarare superata, quindi da rimuovere, servirebbe a fissare alcuni scopi diversi ma allo stesso modo importanti e positivi:

a) rimuovere quell’insostenibile rappresentazione di degrado che, di certo, non fa bene alla città né all’immagine della Pubblica Amministrazione coinvolta, Comune di Orvieto compreso, sebbene il Comune non ne sia il proprietario;

b) reperire una diversa area comunale dove gli alloggi popolari possano risultare effettivamente realizzabili in modo che il Comune di Orvieto ne sia finalmente dotato, concretamente e non già solo sulla carta;

b) convincere la Regione che ristrutturare la parte fatiscente di quell’immobile sia cosa giusta ed anche conveniente per:

  • Accorpare in un unico “palazzo orvietano della Regione“ la serie di uffici regionali decentrati che a Orvieto sono ancora dispersi in sedi diverse, risparmiando così sulla spesa per i relativi canoni d’affitto che potrebbe essere più oculatamente dirottata a finanziare la ristrutturazione;
  • Razionalizzare e qualificare meglio l’erogazione dei servizi per l’utenza orvietana, sia del Comune sia dell’intero comprensorio;
  • Contribuire a contrastare il depauperamento del centro storico di Orvieto.

Attraverso l’interpellanza presentata a firma della Consigliera Tardani si intende sollecitare l’Amministrazione comunale a considerare e a condividere tale ipotesi e a farsi promotrice di sottoporla a sua volta alla Regione.

 

 

 

 

 


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