Cittaslow International a Palazzo dei Sette, Germani: “una risorsa nel condominio culturale della città”

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ORVIETO – In apertura del consiglio comunale di Orvieto, rispondendo ad un quesito della consigliera Roberta Cotigni relativo all’ubicazione della sede di Cittaslow International al palazzo dei Sette, il sindaco Giuseppe Germani è ritornato sull’argomento.
 “Il Palazzo dei Sette oltre a costituire uno dei principali ‘luoghi della cultura’, rappresenta un asset di primo piano su cui giocare il posizionamento e l’immagine di Orvieto città d’arte e città del buon vivere. Il Palazzo è peraltro interessato dalla compresenza di realtà diverse con un profilo misto pubblico-privato e culturale-commerciale: la presenza della Libreria dei Sette al piano terra è da molti anni una realtà che fa del palazzo un CONDOMINIO CULTURALE a cui si integra oggi CittàSlow International, che sarà un partner strategico nei progetti che riguarderanno il Palazzo”.
“Si è giunti all’assegnazione dello spazio che ospiterà a breve la sede di CittàSlow International
– ha aggiunto – dopo che il Sindaco di Pollica, Stefano Pisani (attuale Presidente di CittàSlow International) chiese a novembre 2016, con nota prot.39290 del 03.11.2016, di ospitare la sede in ambienti più consoni alle proprie esigenze. Infatti CittàSlow International, che raggruppa 230 città provenienti da 30 paesi in tutto il mondo (ultime per iscrizione due città del continente Australiano), ben rappresenta una grande RISORSA per la sua attività internazionale e per la sua capacità di rappresentare le migliori identità del nostro Paese”.
 “Lo spazio assegnato alla nuova sede di CittàSlow International – ha proseguito il Sindaco – era destinato a semplice archivio di pratiche amministrative risalenti all’inizio del 2000 e quindi non sottratto ad alcun altro uso. Va precisato che rimane integro lo spazio espositivo ubicato al I° piano  del Palazzo e le scale al II° piano.  In merito all’attività espositiva anzidetta va precisato che la stessa richiede adeguamenti strutturali agli standard museali in modo da dotarsi di uno SFR (Standard Facility Report) secondo quanto previsto dalla normativa in materia, ivi incluso l’impianto di allarme, come già previsto nel D.U.P. Cultura 2017.  Ben si sposa, quindi, Il NUOVO PROGETTO di far vivere il palazzo come CENTRO CULTURALE multifunzionale attivando tutte le realtà presenti come RISORSE che possano collaborare a questo progetto”.


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