Chiuso centro di accoglienza Tordimonte. Croce: “Non è fallito il progetto di integrazione attuato dal Comune”

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ORVIETO – Il Consiglio Comunale ha esaminato la questione relativa alla chiusura, la scorsa estate, del “Centro di Accoglienza” di Tordimonte presentata dal consigliere Stefano Olimpieri (Capogruppo “Identità e Territorio”) che ha chiesto “se è vero che il centro di Tordimonte sia stato chiuso; se è vero che le motivazioni della chiusura siano la conseguenza di scarsa igiene e di criticità nel settore sanitario; se è vero che alcuni dei quindici immigrati clandestini siano stati segnalati dalle Forze dell’Ordine in relazione a fatti aventi ad oggetto lo spaccio della droga e se nei confronti degli Enti che gestiscono il ‘centro di accoglienza’ siano state aperte delle procedure per conoscere lo stato dei fatti e se vi sono delle relazioni in merito alla gestione dei flussi finanziari, visto che gli stessi Enti usufruiscono di consistenti finanziamenti pubblici”.

L’interrogante ha fatto presente che “da fonti giornalistiche abbiamo appreso che il ‘centro di accoglienza’ ubicato nella frazione di Tordimonte ad Orvieto, che ospitava quindici immigrati clandestini, è stato chiuso a seguito di un provvedimento della Prefettura di Terni. Sembra che le ragioni del provvedimento siano da imputare a carenze igienico-sanitarie e poca pulizia nelle stanze e anche che alcuni di questi immigrati siano stati segnalati dalle Forze dell’Ordine per alcuni reati legati allo spaccio di droga.
In conseguenza alle motivazioni che hanno portato la chiusura del ‘centro di accoglienza’, occorre che le Istituzioni prendano atto che il Protocollo d’ Intesa tra Prefettura, ANCI e Sindacati ha sostanzialmente fallito, così come hanno fallito i percorsi educativi e di integrazione, se è vero – come è vero – che non c’è stata la benché minima integrazione: anzi, risulta chiaro che il fallimento è da considerarsi conclamato, visto che alcuni di questi quindici clandestini sono stati addirittura segnalati per reati legati allo spaccio. Occorrerebbe anche capire, quali sono gli Enti che vigilano sull’intera gestione di questi ‘centri di accoglienza’, visto la rilevanza delle risorse pubbliche che vengono erogate e considerato che questi immigrati – fino a quando non ricevono il permesso di soggiorno o lo status di rifugiato – risultano clandestini a tutti gli effetti”.

La vice sindaco e assessore alle Politiche Sociali, Cristina Croce ha risposto: “ricordo innanzitutto che la verifica e il controllo sono di competenza della Prefettura e della Asl. E’ vera pertanto la circostanza della temporanea chiusura del centro da parte della ASL per problematiche riferite alla inadeguatezza di alcuni spazi e per nulla legate alla droga. Sono state date delle prescrizioni a cui hanno adempiuto i responsabili della struttura. 
Ricordo anche che i giovani ospiti delle strutture del territorio sono impegnati in attività di volontariato sociale collaborando con il CSM del nostro Comune, facendo con tanta buona volontà lavori che vanno a favore dei nostri concittadini. Non è affatto fallito quindi il progetto di integrazione portato avanti dall’ANCI e dalla Prefettura e attuato dal Comune di Orvieto. A tale riguardo ricordo l’iniziativa ORVIETO INSIEME PER L’ALTRO che si terrà venerdì 6 ottobre presso il Corporate Campus Vetrya per iniziativa di Vetrya, del Comune e dell’associazione ‘Sports Around the World’ a cui invito il consigliere Olimpieri e tutti gli altri a partecipare”.

Il Cons. Stefano Olimpieri si è dichiarato: “sono soddisfatto per l’invito ma insoddisfatto della risposta, di fatto la Prefettura ha attuato un provvedimento di sgombero al centro di accoglienza di Tordimonte”.


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