Manifestazione all’ospedale, Tiziano Rosati (Sel): “perchè è importante partecipare”

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di Tiziano Rosati consigliere comunale Sinistra Italiana

In tutta Italia e in Umbria sono in atto da diversi anni politiche tese a colpire i nuclei centrali dello stato sociale e attaccare i beni comuni. Anche la salute e la sanità sono sottoposte ad attacchi e tagli di spesa pubblica che producono e favoriscono diseguaglianze nella tutela e nell’accesso alle cure. Contemporaneamente viene incentivato l’ingresso in sanità di gruppi privati, con un obiettivo chiaro: fare profitto sulla nostra salute.

Noi crediamo, invece, che la politica sanitaria debba basarsi su:

– Centralità della prevenzione e promozione della salute in tutti gli aspetti della vita e del lavoro.

– Prestazioni sanitarie utili, necessarie ed efficaci accessibili a tutte e a tutti, senza vincoli di cittadinanza e gratuita per gli indigenti.

– Finanziamento basato sulla fiscalità generale.

– Protezione della sanità da logiche di mercato.

– Ruolo attivo delle persone nei propri percorsi di cura e nella definizione delle politiche di salute.

Anche in Italia assistiamo a un sistematico smantellamento del nostro Servizio Sanitario Nazionale: piccoli ospedali e servizi territoriali vengono chiusi, spesso senza un reale coinvolgimento della popolazione e dei loro amministratori;
Le condizioni di lavoro del compartimento sanitario sono peggiorate e stanno peggiorando, con carichi di lavoro sempre maggiori che determinano, per forza di cose, un rallentamento ed un peggioramento della qualità dei servizi offerti, portando al lampante problema della lunghezza delle liste di attesa. Oltre alla lunghezza dei tempi si aggiunge anche quella in km, perché può succedere che la prestazione sanitaria sia prenotata a Norcia o Foligno, questa problematica è figlia della scellerata divisione in due ASL che ha portato Orvieto ad avere come riferimento Foligno, accorpandoci con aree poste agli antipodi della nostra regione.
L’attuale proliferazione di coperture sanitarie assicurative private o mutualistiche – purtroppo inserite anche nei contratti collettivi di lavoro – indebolisce ulteriormente il sistema, creando un situazione a due velocità: un servizio sanitario pubblico “al ribasso” per i meno abbienti (o per chi non ha una sufficiente tutela contrattuale) e una sanità privatizzata differenziata a seconda dei diversi benefit previsti dal ruolo lavorativo o per chi se la può pagare. Un Servizio Sanitario Nazionale pubblico universalistico come recita l’articolo 32 della Costituzione, come dimostrano tutti gli studi comparativi internazionali, è invece meno caro e tutela tutta la popolazione.
A chi conviene privatizzare e commercializzare la salute? Sicuramente all’industria farmaceutica e delle apparecchiature sanitarie, ai grandi gruppi di cliniche e case di riposo private e alle compagnie assicurative, che fanno profitti con i nostri soldi (ticket, compartecipazione alla spesa, rette, premi). Per contrastare questa deriva noi, e tutte le persone che difendono una sanità pubblica di qualità, solidale, gratuita e universale, lavoriamo per delle politiche alternative: per un finanziamento del sistema adeguato, per la scelta di servizi di cure primarie, per l’attenzione ai determinanti sociali della salute (lavoro, reddito, educazione, ambiente), per i farmaci generici.
Noi crediamo che la salute possa essere tutelata innanzitutto fermando la sua mercificazione. Diverse realtà nel nostro Paese ed in Europa si stanno mobilitando con lo stesso obiettivo: difendere la sanità pubblica. Chiediamo in primo luogo ai sindaci del nostro territorio di convocare consigli comunali aperti su questi temi

 

 


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