Il diavolo dalle mani e dalla faccia di zolfo sotto la ferrovia, Gioventù Nazionale chiede lumi a Rosati

 

Riceviamo da Gioventù Nazionale e pubblichiamo:

Gioventù Nazionale Orvieto, in seguito ad alcune segnalazioni dei cittadini, chiede all’Amministrazione Comunale di Orvieto quale siano i criteri o le autorizzazioni date per le realizzazioni dei Murales. Gioventù Nazionale non vuole entrare nel merito del gusto artistico del consigliere promotore (consigliere di Sinistra Italiana, Tiziano Rosati) o degli artisti coinvolti nell’iniziativa, ma il nostro movimento vorrebbe conoscere più precisamente:

Chi, ogni volta, autorizza simili iniziative e se esiste un registro di tale opere d’arte;
Vorremo sapere se RFI (Rete Ferroviaria Italiana), ente gestore dell’infrastruttura, dove è stato realizzato il murales, sia a conoscenza dell’iniziativa presa dal Consigliere Rosati;
Vorremo sapere se l’artista abbia lavorato in una condizione di sicurezza secondo la normativa nazionale vigente, considerando i tre piani del ponteggio utilizzato;

La nostra speranza è che il Consigliere Rosati abbia agito nel pieno delle norme in quanto membro delle istituzioni cittadine e che il Sindaco Giuseppe Germani sia a conoscenza e condivida con i membri della Giunta e del Consiglio Comunale le scelte prese del Consigliere di Sinistra Italiana.

 

La foto del Murales realizzato da Camilla Falsini
“Narra una leggenda che vicino ad Orvieto il diavolo cadde di culo, creando gole, crepacci e acque sulfuree, che ancora oggi si chiamano “Il bagno del diavolo” (a Parrano). Lui è il mio diavolo dalle mani e dalla faccia di zolfo, che cade, ma lo fa con eleganza, e ridendo.”

 


2 risposte a Il diavolo dalle mani e dalla faccia di zolfo sotto la ferrovia, Gioventù Nazionale chiede lumi a Rosati

  1. ahahaha, ma davvero devono essere le ferrovie ad apprezzare i murales?
    ma questa “gioventù nazionale” si rende conto che le ferrovie sono piene di treni sudici e in ritardo?
    Le FFSS dovrebbero provvedere a fornire un servizio decente o occuparsi delle superficie dei piloni?
    (I piloni oltretutto sono un’oltraggio al paesaggio da 40 anni e forse più….)
    Il diavolone colorato invece è una bellezza: gioventù nazionale, please:
    farsi una doccia, leggere qualche buon libro!!!!

    Sally
    5 agosto 2017 a 15:29

  2. Io non ci trovo niente di male, anzi… dare colore, allegria ed arte ai grigi piloni della direttissima non può essere che positivo.
    Una domanda all’autrice (scusandomi per la mia ignoranza in materia): capovolgendo l’opera si ottiene ugualmente una figura sensata, è voluta? Se si, cosa rappresenta?

    stefanone
    5 agosto 2017 a 08:54

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