Ambiente e rifiuti, la Commissione approfondisce alcuni punti

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ORVIETO – Nel pomeriggio di giovedì 3 agosto presso la Sala delle Quattro Virtù del Comune di Orvieto si è tenuto un incontro con il sindaco, alcuni consiglieri e la commissione ambiente relativo al Piano Regionale Gestione Rifiuti, Accordo tra Regioni Lazio e Umbria sul conferimento di rifiuti provenienti dalla provincia di Viterbo presso l’impianto di trattamento TMB della discarica “Le Crete” di Orvieto; aggiornamenti su ex ATI4 e SII e il futuro “Parco Culturale dell’Altopiano dell’Alfina”.

Questi i temi discussi dalla “Commissione Speciale di Studio sulla materia ambientale e rifiuti” convocata dalla presidente, Martina Mescolini, a cui hanno partecipato i Capigruppo: Claudio Di Bartolomeo, Stefano Olimpieri, Lucia Vergaglia e il sindaco, Giuseppe Germani, il responsabile dell’Ufficio Ambiente, Ing. Roberto Sacco e due tecnici dell’ARPA Umbria.

A seguito della DGR del gennaio 2016 che, tra l’altro, stabiliva il superamento delle discariche come sistema ultimo di smaltimento e di non dare più corso alla termovalorizzazione a Terni, la Giunta Regionale, come è noto, ha dato mandato all’AURI di formulare entro dicembre 2017 una nuova proposta di Piano Regionale dei Rifiuti. Al riguardo, il sindaco ha riferito che nell’ultima riunione l’AURI ha definito le linee programmatiche ed ha stabilito di avvalersi di una consulenza esterna. “Circa la capienza dell’impianto di Orvieto – ha sottolineato – si è registrato un minor conferimento in discarica, per effetto del positivo andamento della raccolta differenziata, quindi il tempo di esaurimento del sito ha avuto un rallentamento, ovvero: è stato anticipato di un anno l’obiettivo che doveva essere raggiunto nel 2018, di portare il conferimento di rifiuti in discarica a 40 mila tonnellate”.

La Giunta Regionale – così ha proseguito il sindaco Giuseppe Germaniha demandato all’AURI di formulare una nuova proposta per il Piano Regionale dei Rifiuti, in quanto dopo la Delibera Regionale del 2016 che prevedeva il superamento delle discariche e a non procedere alla termovalorizzazione a Terni. Venendo meno a questi due punti è chiaro che il piano vada ristrutturato. Questo mandato dell’Auri è molto chiaro e sarà necessario procedere con il supporto di una consulenza esterna entro il dicembre 2017″.

Il sindaco ha poi ricordato il recente accordo sottoscritto tra la Regione Lazio e la Regione Umbria per il trattamento meccanico biologico (TMB) presso la struttura di Orvieto di rifiuti provenienti dal viterbese, precisando che “Sono rifiuti che non comportano utilizzo di suolo nell’impianto di trattamento. Attraverso tale processo i rifiuti vengono solo separati ma non entrano nella discarica di Orvieto”.

L’accordo prevedeva uno smaltimento di rifiuti annuo che non superasse il tetto massimo annuo di 40.000 tonnellate e questo punto possiamo dire che lo abbiamo raggiunto con un sistema di differenziata su tutto il territorio regionale”. Successivamente all’incendio avvenuto presso l’impianto di Viterbo, l’accordo fra la Regione Umbria e la Regione Lazio presenta i seguenti dati

nelle prime 4 settimane di smaltimento:

1a settimana 930 tonnellate entrate

2a settimana 1.136 tonnellate entrate

3a settimana 1.338 tonnellate entrate

4a settimana 1.456 tonnellate entrate per un totale ad oggi di 4.862 tonnellate in rapporto a quelle previste con scadenza 30 agosto 2017 di 18.000 tonnellate complessive.

Sono poi intervenuti dei tecnici ARPA che hanno confermato che sta procedendo il monitoraggio con laboratorio mobile e che al momento l’unica criticità è emersa per il problema delle polveri. Attualmente i dati riguardanti il monitoraggio della qualità dell’aria sono disponibili sul sito dell’ARPA, mentre quelli riguardanti le sostanze odorigene non si hanno ancora i dati specifici del rilevamento. Sul tema specifico del monitoraggio dell’aria i tecnici presenti hanno spiegato che la rete di monitoraggio risponde al piano regionale sulla qualità dell’aria e che ARPA ha a disposizione i laboratori mobili attivati sulla base di richieste di singoli, gruppi di cittadini o dalle istituzioni. L’apposita sezione valutazione dell’ARPA ha monitorato invece i dati relativi al principio di incendio, subito circoscritto, avvenuto due mesi fa all’impianto “Le Crete”. In particolare, l’approfondimento sulla qualità dell’aria è stato effettuato sia sulla stazione di rilevamento fissa, sia mediante centralina mobile, sia attraverso il campionamento dei vegetali.

Riguardo alla SII il sindaco ha poi informato sui risultati dell’ultimo Consiglio di Amministrazione che ha proceduto al rinnovo delle cariche e, rispetto all’ex ATI4 confluito in AURI ha comunicato che continuerà ad esistere la struttura tecnica e amministrativa di Terni (non la direzione) che sarà punto di riferimento del territorio provinciale con funzioni tecnico-amministrative; come specificità territoriale resta anche il coordinamento dell’Assemblea dei sindaci. Circa i rapporti contrattuali con soggetti esterni lasciati dai quattro ATI all’AURI, il Sindaco ha precisato che giuridicamente c’è un contratto quindi resta il vincolo contrattuale e che l’alternativa è un accordo quadro con tutti i gestori presenti in Umbria tenuti ad entrare nella gestione generale.

La presidente della Commissione, Martina Mescolini ha poi riassunto le fasi del percorso per la costituzione del Parco Culturale “Altopiano dell’Alfina”, un progetto che parte dal basso e dall’interesse di associazioni ambientaliste che intendono preservare il territorio da colture intensive e volto a promuovere politiche di sviluppo centrate sull’identità locale e la valorizzazione delle risorse territoriali, integrandole con la promozione turistica, per: assegnare visibilità a tutti i beni culturali e ambientali; diversificare e ampliare le attuali tipologie di frequentazione turistica, potenziando anche le infrastrutture; valorizzare le attività compatibili con l’immagine complessiva della città e del territorio.

Sull’argomento, il sindaco ha precisato che “Il parco è nel PRG sin dal 2007 ma, per una serie di motivi, non è stato più portato a compimento. Per la peculiarità del nostro territorio oggi il tema è stato preso nuovamente in considerazione tenendo conto che occorre una programmazione dal basso. Attualmente siamo nella fase che precede il preliminare. L’Amministrazione si è fatta carico di acquisire i dati provenienti dal territorio, nei prossimi giorni e a settembre si faranno una serie di iniziative con imprenditori agricoli, agriturismi e cittadini, per poi pervenire ad una proposta rivolta a tutto il Consiglio Comunale che si potrà esprimere sui vari temi e presentare osservazioni e proposte alternative. Un percorso ancora lungo che presenta ostacoli di tipo normativo da affrontare con uno studio attento e preciso per evitare successivi condizionamenti. Oltre agli aspetti ecologici il progetto pone anche aspetti economici, quindi, d’intesa con gli altri Sindaci, partiamo dal Comune di Orvieto per approfondire la normativa e poi estendere l’iniziativa ad altri enti locali”.

A conclusione dei lavori, la presidente della Commissione, Mescolini ha anticipato la proposta di un ordine del giorno da presentare in un prossimo Consiglio Comunale per ribadire quanto emerso, a proposito di “economia circolare”, dal contributo degli esperti invitati alla seduta “aperta” del 6 febbraio scorso. “Oggi -ha detto – ci rasserena la delibera di marzo della Giunta Regionale che considera non superabile il dissenso manifestato dal Comune di Orvieto per l’ampliamento della discarica. E’ altresì positivo che l’AURI stia lavorando al nuovo Piano Regionale dei Rifiuti. Questo perciò è il momento di chiedere alla Regione il superamento del progetto di ampliamento della discarica anche a fronte dei dati certi sulla Raccolta Differenziata e l’oggettivo minor conferimento di rifiuti presso l’impianto. Partendo da una ricognizione generale, è il momento di chiedere alla Regione indicazioni chiare rispetto agli impianti da sviluppare sul territorio locale e regionale, per andare alla chiusura del ciclo di gestione dei rifiuti secondo l’ottica dell’economia circolare secondo modelli innovativi”.

 

 


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