Interrogazione sul futuro degli ospedali in zone particolarmente disagiate

La parlamentare aquesiana del Partito Democratico Alessandra Terrosi assieme ai colleghi di Partito Enrico Borghi, Donata Lenzi, Elena Carnevali, Paola Boldrini, Paolo Beni, Gero Grassi, Vittoria D’Incecco e Daniela Sbrollini, ha aderito alla proposta della prima firmataria Maria Amato di inoltrare una interrogazione in commissione al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin sul futuro degli ospedali in zone particolarmente disagiate tra quale quello di Acquapendente. “Premesso che”, sottolinea il testo “il decreto ministeriale del 2 Aprile 2015, al punto 9.2.2., definisce gli standard che devono essere adottati dai presidi ospedalieri in zone particolarmente disagiate; secondo tale decreto “I presidi ospedalieri in zone particolarmente disagiate devono essere dotati indicativamente di : reparto di 20 posti letto di medicina generale con un proprio organico di medici ed infermieri; chirurgia elettiva ridotta che effettua interventi in day surgery o eventualmente in week surgery con la possibilità di appoggio nei letti di Medicina per i casi che non possono essere dismessi in giornata (obiettivo massimo di 70% di occupazione dei posti letto per avere disponibilità per il verificarsi di casi imprevisti); la copertura in pronta disponibilità, per il restante orario, è garantita da parte dell’equipe chirurgica che assicura un supporto specifico in casi risolvibili in loco; pronto soccorso presidiato da un organico medico dedicato alla emergenza-urgenza, inquadrato nella disciplina specifica così come previsto dal decreto ministeriale del 30 gennaio 1998 (Medicina e Chirurgia d’Accettazione e d’Urgenza) e, che da un punto di vista organizzativo, integrata alla struttura complessa del DEA di riferimento che garantisce il servizio e l’aggiornamento relativo; è organizzata in particolare la possibilità di eseguire indagini radiologiche con trasmissione di immagine collegata in rete al centro hub o spoke più vicino, indagini laboratoristiche in pronto soccorso. E’ predisposto un protocollo che disciplini i trasporti secondari dall’Ospedale di zona particolarmente disagiata al centro spoke o hub. E’ prevista la presenza di un emoteca. Il personale deve essere assicurato a rotazione dall’Ospedale hub o spoke più vicino; detti presidi proprio per la loro definizione risultano essenziale risposta di salute per zone lontane dai centri hub, in territori con rete stradale frequentemente dissestata, non sempre con copertura h24 del servizio di eliosoccorso; la realtà dei presidi ospedalieri di area svantaggiata appare disomogenea e frequentemente sottodimensionata in risorse strutturali e professionali; le carenze di specialisti negli ospedali di area svantaggiata sono dovute frequentemente alla prevalente esigenza degli ospedali di maggiori dimensioni in cui sono in organico con la conseguente mancata risposta in termini di servizi al territorio; frequentemente l’assenza di una figura apicale con responsabilità di direzione medica ricade sulla organizzazione della struttura ospedaliera e sulla garanzia di efficienza, efficacia, e sicurezza della stessa, garantendole pari dignità nella rete ospedaliera locale; la gestione articolata della rete ospedaliera, da un lato, e della rete distrettuale, dall’altra, spesso impedisce un trasparente e tempestivo flusso di informazioni tra la struttura principale e i presidi di area svantaggiata e tra questi ultimi il distretto con il conseguente ingenerarsi di evitabili disservizi; quali iniziative di competenza intenda adottare per definire lo standard minimo non indicativo che le regioni devono rispettare; se non ritenga di assumere iniziative per stabilire la obbligatorietà della presenza di rianimatore h24, ancorchè in organico di dipartimento di emergenza accettazione (dea) di riferimento, per ottemperare alle procedure di emergenza-urgenza che linee guida specifiche affidano esclusivamente all’intervento del rianimatore, per esempio la intubazione tracheale per insufficienza respiratoria acuta o le procedure rianimatorie in caso di coma; quali iniziative di competenza intenda adottare per rendere più autonomi gli ospedali di area svantaggiata anche, ad esempio, nella gestione degli specialisti attualmente afferenti al centro hub o al centro spoke di riferimento, in modo che la figura apicale, qualora presente, abbia discrezionalità e responsabilità nella gestione dei servizi erogati dagli stessi.

 


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