Una città umiliata. Ma il riscatto comincia già giovedi prossimo

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di Franco Raimondo Barbabella – Com (Comunità in Movimento)

 

Leggo che lunedi mattina, domani, di buon’ora si riunirà il CdA della Cassa di Risparmio per decidere la fusione per incorporazione con la Popolare di Bari. Leggo anche che il Sindaco convoca per le sette di mattina una riunione con il Presidente della Fondazione per discutere dell’argomento. Un sindaco che, pare, non sapeva nulla di quanto stava avvenendo. Su tutto ciò sono necessarie parole di assoluta chiarezza.

La vicenda non nasce oggi ed è stata volutamente ignorata. Peraltro si aggiunge ad altre vicende che complessivamente indicano quella perdita di ruolo e quell’impoverimento che, inascoltati, denunciamo da tempo: prima è stata tolta la USL, poi il Tribunale, oggi la banca come banca della città e del territorio. Spesso i simboli riassumono più di tanti discorsi il senso delle cose. E il senso è che la città progressivamente perde, o ha già perso, la sua autonomia.

Ritengo significativo che il Sindaco non fosse informato. Ed è estremamente significativo che fino ad oggi il Consiglio comunale in tutte le sue componenti, seppure sollecitato, abbia ritenuto di non dover discutere di un problema pure evidente e grave. La ragione urgente c’era, ed era l’operazione di vendita dei titoli della BPB tramite la CRO. Un’operazione che ha coinvolto centinaia di famiglie i cui risparmi in titoli sono stati svalutati e di fatto resi inesigibili, per cui nella sostanza si è trattato del trasferimento di un’enorme quantità di ricchezza dal nostro territorio ad altro territorio, città di Bari, Regione Puglia.

Non si doveva discutere di una cosa del genere? Perché? CoM (Comunità in Movimento), mesi fa è stato l’unico soggetto che ha organizzato un incontro pubblico per portare all’attenzione di tutti ciò che stava succedendo. Invitammo tutti, istituzioni, banca, partiti, sindacati, organizzazioni sociali. Non si presentò nessuno.

Oggi accade quello che probabilmente era logico che accadesse e che comunque noi avevamo timore che accadesse. Ecco perché come CoM, insieme ad ADOC Umbria, partecipiamo all’iniziativa organizzata da Praesidium, l’associazione dei sottoscrittori dei titoli BPB, per il prossimo giovedi 22. In essa si farà il punto sulla situazione dei titoli, e in particolare sarà illustrata da parte del Capogruppo regionale del PSI Silvano Rometti (ad oggi unico politico umbro ad aver avuto la sensibilità e la lucidità di prendere posizione) la mozione presentata settimane fa, in tempi non sospetti, per sollecitare il Governo regionale ad intervenire su quello nazionale per affrontare finalmente un problema di grande rilevanza per il territorio orvietano e per la stessa Regione dell’Umbria. Ovvio, si discuterà di banca e territorio, ciò di cui è sembrato che in questa città fosse vietato discutere.

Immagino che questa volta le pagine dei giornali si riempiranno di dichiarazioni. Ma ci si dovrà dire perché il Sindaco non sapeva nulla, perché il Consiglio comunale si è rifiutato di discutere, perché i soggetti sociali sono restati indifferenti, perché il mondo politico non si è visto. Se non sarà così, l’impressione che la città abbia perso non occasioni ma il senso stesso della sua capacità e volontà di autogoverno diventerà certezza. Orvieto svegliati! Nel giorno in cui si rinnova il tuffo nell’atmosfera del Medioevo, un evento dirompente ricorda a tutti che se non si è presenti nella modernità anche il passato non diventa fonte di nuova vita ma solo nostalgia di una morte già avvenuta. Orvieto svegliati!


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