Mitigazione rischio idraulico, inaugurazione delle opere. Custolino: “gettate le basi per il Parco Civico del Paglia”
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Mitigazione rischio idraulico, inaugurazione delle opere. Custolino: “gettate le basi per il Parco Civico del Paglia”

 

ORVIETO – Nell’autunno 2012 l’acqua del fiume Chiani salì di 12 metri arrivando a sfiorare la sommità delle arcate del Ponte dell’Adunata ad Orvieto Scalo. Buona parte dell’abitato, la ferrovia, l’autrostrada e i campi a valle della Rupe furono sommersi da un’alluvione di quelle che si verificano una volta ogni 200 anni. E furono evitate conseguenze più gravi, romprendo gli argini dei torrenti e allagando i campi del Fondovalle, tra la frazione pievese di Ponticelli e Fabro,  facendoli diventare una immensa vasca di espansione di emergenza.

La grande Bonifica concordata e realizzata di comune accordo tra Stato Pontificio e Granducato di Toscana alla fine del ‘700 fu un’opera gingantesca di regimazione e controllo delle acque laddove prima scorreva il Clanis, via d’acqua verso Roma, ma il rischio idraulico per la zona compresa tra Chiusi e Orvieto è rimasto comunque presente, soprattutto in occasione di eventi eccezionali come le piogge del 2012. Nei 5 anni da quell’evento ad oggi però il Consorzio di Bonifica della Valdichiana Romana e Val di Paglia che ha sede a Chiusi, ma sovrintende appunto alla tutela e alla manutenzione delle sponde e regimazione delle acque nella zona del Fondovalle e colline circostanti ha portato a termine opere importanti proprio in funzione della mitigazione del rischio idraulico. Opere che dovrebbero evitare situazioni pericolose come quella che si verificò a Ciconia e Orvieto Scalo nel 2012 e che interessano i fiumi Chiani e Paglia e il torrente Carcaione nei comuni di Città della Pieve, Orvieto, Allerona e Castelviscardo.

Nell’ambito della Settimana Nazionale della Bonifica, venerdì 5 maggio, il Consorzio inaugurerà proprio le opere con una doppia inziativa e alla presenza di numerose autorità come la Presidente della regione Umbria Catuscia Marini, Fabrizio Curcio Capo dipartimento Protezione Civile, Il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, il voceministro a lle infrastrutture e Trasporti Riccardo Nencini, il Direttore Generale ANBI, i l sindaco di Orvieto Giuseppe Germani. La prima parte dell’inaugurazione, alle ore 9,30, riguarderà il bacino del Chiani e in particolare il “Nodo Idraulico” di Ponticelli nel comune di Città della Pieve con visita alle opere realizzate. Poi, alle ore 11,00 appuntamento al Ponte dell’Adunata di Orvieto Scalo, con visita guidata per illustrare gli interventi realizzati e inaugurazione, presso i Giardini Pubblici di Ciconia, delle opere di difesa idraulica della popolosa frazione.

Gli interventi nei comuni di Orvieto, Casteviscardo e Allerona sono stati finanziati dalla regione Umbria per un totale di 8.200.000 euro e costituiscono un primo stralcio funzionale di un piano più ampio che prevede ulteriori opera riguardanti il sistema alveo-pianura fluviale complementari a quelle già eseguite e altri necessari a garantire maggiore sicurezza alle opere di mitigazione del rischio…. Specificatamente, nel territorio del Comune di Orvieto, il tutto è finalizzato a ridurre il rischio di inondazione degli insediamenti urbani limitrofi al Paglia, sia a monte che a valle del Ponte dell’Adunata e sia a sulla riva destra che su quella sinistra, per mettere “in sicurezza,” appunto i centri abitati di Orvieto Scalo e Ciconia.
Analoga filosofia, ovvero la riduzione del rischio di allagamento dell’insediamento urbano, è stata alla base dell’intervento che ha interessato il territorio dei Comuni di Castel Viscardo ed Allerona, e che è consistito nel completamento ed adeguamento dell’arginatura lungo la S.P. n° 48, in mdo da sottrarre all’espansione della piena di riferimento aree densamente antropizzate come le frazioni di Pianlungo e Allerona Scalo.

Altri 2.000.000 di euro la Regione Umbria li ha stanziati per le opere in corrispondenza dell’abitato di Ponticelli, che ricade all’interno del principale nodo idraulico della Val di Chiana Romana e, per la conformazione geomorfologica del territorio, per la gran parte, risulta essere depresso rispetto ai livelli di piena del complesso reticolo idraulico artificiale che lo attraversa. Non solo, le arginature presentano anche un altro fattore di rischio: quello delle “gallerie” scavate dalla fauna selvatica (specialmente nutrie) che ne indeboliscono la struttura e ne provocano, come è avvenuto nel 2012, la rottura con conseguente allagamento dell’abitato e delle immediate pertinenze. Da qui la decisione si intervenire per il consolidamento delle arginature ela posa in opera di protezioni antintrusive, ritenute, allo stato attuale prioritari.

 

“Tali opere di difese passive, cioè arginature – commenta l’assessore Floriano Custolinoche hanno interessato l’asta fluviale del fiume Paglia a monte e valle del ponte Adunata, riducono notevolmente la vulnerabilità idraulica del territorio, tanto da ridurre il rischio di inondazioni degli insediamenti urbani limitrofi, per tempi di ritorno di 200 anni. Ma  dovranno essere integrati con ulteriori interventi di laminazione delle piene a monte dell’abitato”.

Per quanto riguarda invece  il torrente Carcaione, l’assessore ha spiegato che  “si è migliorata la funzionalità idraulica del tratto del centro abitato di Ciconia al fine di contenere l’onda di piena per tempi di ritorno di 50 anni. Si è anche intervenuti a valle del Ponte Adunata nel ristabilire il funzionamento della soglia, che ha come compito la difesa dell’infrastruttura, cioè mantenere un livello di sedime tale che le fondazioni del ponte non siano scoperte da fenomeni di piena”.

“Tutti gli interventi , che sono state eseguite dall’ente attuatore e cioè Consorzio di Bonifica della Val di Chiana Romana e Val di Paglia su incarico della Regione Umbria con Decreto del Commissario Delegato per la Protezione Civile – tiene a ribadire Custolino sono stati conseguenza di una costante e sistematica attività di confronto con l’amministrazione Comunale, con i cittadini e con le associazioni nate dopo l’alluvione del Novembre del 2012.
Questo ci ha permesso di confrontarci noi tutti, anche con dibattiti accesi, tale da consentire una generale riqualificazione dell’area urbana attraversata dal Carcaione, e gettando le basi future per il Parco Civico del Paglia , e cioe’ per rendere tale golena fruibile alla cittadinanza. L’amministrazione di concerto con le associazioni ha sviluppato e redatto un preliminare di Master Plan, che identifica varie zone del parco, sviluppando delle attività che rendono tali aree accessibile alla collettività, e soggette a riqualificazione rispetto all’ antropizzazione dell’uomo”. “Ringrazio per conto dell’amministrazione – conclude l’assessore –  il Consorzio e la Regione Umbria, per la celerità con cui si è svolta la progettazione e i lavori, e per non aver mai dato la sensazione di abbandono del nostro territorio dopo tale tragedia, un ringraziamento anche alle Associazioni che si sono prestate per cercare di ottimizzare i risultati nell’interesse comune, con spirito sempre costruttivo”.

3 maggio 2017

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