It’s Time-Fiof, chiusura col botto. Tra i tanti workshop spicca quello su scrittura, fotografia e cinema

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di Valentino Saccà

ORVIETO – Si è chiusa domenica la rassegna fotografia It’s Time – Fiof Orvieto Fotografia 2017.

Tra uno sguardo attento alle esposizioni di Fiof e di Fotoamaorvieto (presso Palazzo dei Sette e Palazzo Coelli Fondazione Cassa di Risparmio), in quest’ultima giornata non sono certo mancati i workshop di spessore culturale, come quello tenuto dall’orvietano Giovanni Bufalini, direttore della Sezione Cinema alla Scuola Romana di Fotografia e Cinema e docente di Regia.

Il seminario proposto e condotto da Bufalini (svoltosi nella sala dei 400 di Palazzo del Popolo) si è polarizzato attorno al rapporto fra scrittura, cinema e fotografia, esemplificando una serie di spunti per registi, fotografi e videomaker per poter lavorare su di una struttur

a narrativa, partendo dalla riscrittura di un classico e arrivando persino alla contaminazione postmoderna in stile Tarantino.
Durante il workshop, Bufalini si è coadiuvato con immagini e video, arrivando a conclusione dell’incontro con la proiezione di due corti realizzati presso la Scuola Romana di Fotografia e Cinema.
In uno di questi due lavori presentati (ispirato ad un fumetto Bonelli) è emerso quel gusto vintage per un estetica artigianale anni 80 che oggi in piena era 4.0 è praticamente scomparsa.

Tirando le fila complessive, Its Time Fiof Orvieto Fotografia 2017, è stata un’edizione prestigiosa, merito di uno staff di professionisti del mestiere, ma soprattutto aperta alla contaminazione tra linguaggi, quale arricchimento e nobilitazione di una kermesse che ha tutta la voglia e le carte in regola per durare ancora tanti anni.


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