Il consiglio comunale approva il piano finanziario del Comune e i costi di gestione dei rifiuti
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Il consiglio comunale approva il piano finanziario del Comune e i costi di gestione dei rifiuti

 

 

Il Consiglio Comunale ha approvato (8 favorevoli, 4 contrari, 1 astenuto: Vergaglia) il Piano finanziario e la relazione relativi ai costi del Servizio di gestione dei Rifiuti per l’anno 2017 redatta dal Settore Tecnico – Ambiente, contenente gli interventi relativi a tale servizio per un ammontare complessivo pari a € 4.042.296,30.
Il Consiglio Comunale non ha approvato (5 favorevoli, 8 contrari) l’emendamento presentato dai gruppi consiliari Identità e Territorio, Forza Italia, Gruppo Misto sulle delibere di “approvazione del Piano Finanziario e relazione della determinazione dei costi del servizio di gestione dei rifiuti urbani per l’anno 2017” e “Tari approvazione tariffe per l’anno 2017 e delle rate di pagamento e relative scadenze” finalizzato ad imputare la somma di 250 mila euro derivante da “aggio ambientale” per diminuire, per lo stesso importo, il costo complessivo del Servizio di Gestione dei Rifiuti Urbani 2017 a carico degli utenti del Comune di Orvieto, portando il costo relativo stimato per il 2017 in 4.042.296,30 euro a 3.792.296,30 euro.
Respinta (5 favorevoli, 8 contrari) anche la risoluzione al regolamento TARI proposta dai suddetti gruppi che sollecitava la Giunta Comunale nel riproporre le agevolazioni inserite al I e II comma dell’art. 27 del Regolamento TARI attraverso un’azione emendativa da proporre al Consiglio Comunale e che tali agevolazioni potessero essere inserite sine die e non con un termine predeterminato.

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Il Piano Finanziario e la relazione sulla determinazione dei costi del servizio di gestione dei rifiuti urbani per l’anno 2017 è uno degli atti propedeutici alla prossima approvazione del bilancio e contiene gli interventi relativi a questo servizio per un ammontare complessivo pari a € 4.042.296,30. Il Consiglio ha anche approvato i vari tributi e tariffe.
Ad illustrarlo l’Assessore al Bilancio, Massimo Gnagnarini il quale ha ricordato che la disciplina generale per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti è fissata dal decreto legislativo n. 152/2006 e nei relativi decreti ministeriali di attuazione. Nell’ambito delle attività svolte a livello di ambito territoriale, i Comuni concorrono alla gestione dei rifiuti urbani ed assimilati, direttive e indicazioni della normativa nazionale recepite dalla Regione Umbria attraverso il ‘Piano Regionale di gestione dei rifiuti’ che disciplina la gestione dei rifiuti.
La gestione integrata dei rifiuti organizzata in ottemperanza delle disposizioni nazionali, regionali e di ambito territoriale comporta per i Comuni la determinazione di una tariffa di riferimento che deve coprire tutti i costi afferenti al servizio di gestione dei rifiuti.Ovvero, con la soppressione della TARES, a far data dal 1° gennaio 2014 la tassa sui rifiuti TARI è ricompresa nella IUC, imposta unica comunale, destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti e ad assicurare la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio relativi al servizio, compresi i costi dello smaltimento dei rifiuti nelle discariche.
Ai fini della determinazione della tariffa, i Comuni approvano il Piano Finanziario degli interventi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani, individuando in particolare i costi del servizio e gli elementi necessari alla relativa attribuzione della parte fissa e di quella variabile.
Ecco il testo completo della relazione:

di Massimo Gnagnarini – assessore al bilancio Comune di Orvieto

Il complesso della pressione fiscale comunale si mantiene, quest’anno, simile a quella del 2016, ma vede anche una ulteriore riduzione della tassa sui rifiuti urbani a conferma del trend al ribasso, consolidato negli ultimi anni, come mostra la slide che segue.

TARI


Il buon risultato di quest’anno è stato raggiunto riapplicando in detrazione dei costi i risparmi conseguiti nel 2016 per effetto della minore quantità di rifiuti smaltiti in discarica grazie all’entrata a pieno regime della raccolta differenziata i cui obbiettivi sono stati pienamente centrati dal Comune di Orvieto che, con una quota superiore al 66%, si colloca tra i primi tre comuni più virtuosi dell’Umbria.
Invariata è rimasta la ripartizione del carico fiscale della TARI tra famiglie con il 68% e il 32% a carico delle attività produttive.
Segue una tabella dei risparmi conseguiti sulle tariffe 2017 rispetto a quelle del 2016 per le utenze domestiche con superficie media di mq 80.

 

Un particolare ringraziamento, per la cura e la professionalità dimostrate nel seguire questo percorso, va all’ Ing. Roberto Sacco responsabile dei Servizi Ambiente e alla Dott. Mirella Puri responsabile dei Servizi Tributi.

I.M.U. – T.A.S.I

Restano invariati aliquote e regolamenti. Premesso che il 2017 è il secondo anno successivo alla legge che ha escluso dal pagamento i
proprietari di prime case non di lusso oltre che di terreni agricoli e dei cosiddetti imbullonati, l’ IMU è dovuta per le altre tipologie di immobili ubicati sul territorio comunale di Orvieto calcolata applicando l’aliquota del 10,60% di cui il 7,60% a favore dello Stato e il 3% a favore del Comune che ha facoltà di ridurre il valore della componente ad esso spettante.
Per quanto riguarda il Comune di Orvieto tale facoltà rimaneva preclusa fino alla data del 31/12/2023 come imposto dal vecchio piano decennale di risanamento finanziario del predissesto varato nel 2014 e oggi superato da quello rimodulato da questa Amministrazione che definitivamente approvato dalla Corte dei Conti fissa al 31/12/2017 l’uscita definitiva del Comune dallo stato di predissesto.
Pertanto a partire dal prossimo esercizio 2018 avremo la possibilità di intervenire per un progressivo abbattimento di quel 3% di competenza comunale a riduzione delle aliquote IMU. Mentre rimane in vigore anche per quest’anno la riduzione introdotta da questa Amministraione di un punto percentuale a valere per le seconde case date in comodato d’uso gratuito ai discendenti in linea diretta dei relativi proprietari.
Circa la TASI, ovvero la tassa sui servizi indivisibili , il carico fiscale si è ridotto da 1,4,milioni di euro della prima applicazione nel 2015 a circa 70.000 euro attuali che riguardono esclusivamente i proprietari , con esclusione degli inquilini, di case classificate in categorie A1- Ville e Castelli.
Vale precisare, inoltre, che una riduzione mirata dell’aliquota IMU a favore di particolari categorie produttive, come recentemente auspicato da alcuni consiglieri comunali a favore degli albergatori colpiti da una grave crisi post-sisma del 2015, oltre a infrangersi nei vincoli dello stato di predissesto in cui versa il Comune , comporterebbe delle incongruenze dettate dal fatto che l’IMU è una sorta di imposta patrimoniale e pertanto il suo sgravio andrebbe a beneficio delle rendite e non dei redditi. In altre parole si favorirebbero i proprietari degli alberghi e non gli esercenti.

ICP – TOSAP – AFFISSIONI

Restano invariate tariffe e regolamenti. L’arcipelago dei cosiddetti tributi minori è quello interessato dalle maggiori modificazioni e
aggiornamenti che sono scaturiti dopo una profonda revisione messa in atto dall’Amministrazione negli ultimi mesi del 2016 attraverso una indagine conoscitiva su tutto il territorio comunale dei soggetti di imposta relativi all’ Imposta Comunale sulla Pubblicità e quelli relativi alla Tassa
Occupazione del Suolo Pubblico.

Tale attività ha prodotto i seguenti dati:

• Per l’imposta di pubblicità sono state rilevate 3.595 posizioni contributive relative a 675 contribuenti per un gettito annuo di € 200.000,00 a fronte delle 1.800 posizioni attive nel 2016 con 340 contribuenti e un gettito di € 136.000,00 ;

• Per la Tassa occupazione suolo pubblico sono state rilevate 1.520 posizioni contributive, relative a 1.205 contribuenti, per un gettito annuo di € 136.579,00 a fronte delle 970 posizioni attive nel 2016 con 884 contribuenti e un gettito di € 90.

29 Marzo 2017

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