Gli assessori rimettono le deleghe nelle mani di Germani. Ma non c’è nessuna crisi

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ORVIETO – Politica orvietana di nuovo in fermento con una Giunta che, in massa, rimette le deleghe al sindaco. Crisi di metà mandato? Così sembrava in un primo momento quando stamattina sono iniziate a circolare la voce negli ambienti politici cittadini. In realtà la decisione dei cinque assessori (Cristina Croce, Floriano Custolino, Massimo Gnagnarini, Alessandra Cannistrà, Andrea Vincenti) ha tutt’altro sapore. Quello della conferma del proprio sostegno a chi l’ha fortemente voluti, il sindaco Germani che, in alcuni casi, è andato anche contro il suo stesso partito, il Pd.
E’ stato proprio il segretario del Partito Democratico Andrea Scopetti che, giovedì scorso, ha salito le scale comunali per chiedere nuovamente al sindaco un rimpasto in Giunta reclamando più peso per il partito anche in nome di un documento, votato a settembre scorso, dove, appunto, si richiedeva un aggiornamento delle linee programmatiche e una ridifinizione della compagine di Giunta. Ma squadra che vince non si cambia. Questo il leitmotiv del primo cittadino che risponde per le rime.
«Questa è la squadra migliore con cui speravo di lavorare – ha detto – a meno che dal partito non mi si proponga qualcuno di alto profilo  in grado di fare meglio di così, di sicuro non ritorno sui miei passi. Anzi. La proposta degli assessori di rimettere nelle mie mani le deleghe è solo un gesto estremo per ribadirmi la fiducia, una dimostrazione di stima, dandomi al tempo stesso il mandato di gestire il confronto con la segreteria del partito. Non c’è assolutamente nessuna crisi di Giunta», risponde Germani a chi lo vedeva già a terra.
In pratica, dunque, o tutti o nessuno. «Siamo una Giunta compatta – ha aggiunto l’assessore Gnagnarini – con questo gesto abbiamo voluto ribadire il nostro sostegno al sindaco che tra l’altro c’è sempre stato». Rimane il fatto che in casa Pd i malumori ci continuano ad essere. Già in occasione delle dimissioni dell’assessore Martino, Scopetti aveva chiesto un azzeramento della Giuta, ma Germani aveva resistito nominando, contro la volontà del suo partito, l’attuale assessore Alessandra Cannistrà. E anche questa volta non è disposto ad arretrare di una virgola.

 


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