Le Crete, la sezione Pci si unisce alla battaglia contro l’ampliamento
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Le Crete, la sezione Pci si unisce alla battaglia contro l’ampliamento

 

 

Con le medesime perplessità e contrarietà ci associamo alle considerazioni ed alle rivendicazioni espresse da Comitati, Associazioni e quanti altri, sul documento della Regione Umbria riguardo il superamento dei vincoli per la realizzazione di una ulteriore appendice, come se quanto in essere non fosse già troppo, presso la discarica comprensoriale delle Crete.
Facendo altrettanto nostre le motivazioni dell’essere contrari e senza ribadire quanto diversa sia, anche a nostro avviso, l’importanza degli interessi dei cittadini ed in particolare della loro salute, rispetto a qualunque altra opportunità, vogliamo soltanto soffermarci su alcuni passaggi del documento regionale, che troviamo piuttosto contraddittori, o almeno meritevoli di maggiore illustrazione, a beneficio del comune capire.
Si legge :
• la realizzazione del “Progetto di realizzazione di un nuovo fabbricato per la maturazione e lo stoccaggio del compost di qualità – Loc. Pian del Vantaggio 35/A – Orvieto (TR)” non comporta impatti significativi e negativi sull’ambiente.
Subito dopo, il documento recita: ….il Dirigente determina di disporre che il progetto non debba essere sottoposto a V.I.A. ma contemporaneamente detta alcune prescrizioni :
• contenimento del trasporto eolico delle polveri nella fase di cantiere (ci permetteremmo suggerire anche e soprattutto nella fase di esercizio dell’attività)
• bagnatura periodica delle aree non asfaltate e dei cumuli di materiale vegetale ed inerte ( quando le polveri si asciugano dove vanno? – ed ancora, le polveri, non certo medicamentose, quando non trasportate dal vento, se infiltrate nel terreno per effetto di ricorrente bagnatura, che fine fanno?)
• ..gestire tutte le acque reflue derivanti da lavorazione, dilavamento ecc. ( per le superfici ricoperte dalle polveri di cui sopra, che debbono essere bagnate, l’acqua che fine fa?)
Al paragrafo 2.5 leggiamo :
• …ancorché l’area di intervento non risulti sottoposta a tutela paesaggistica ai sensi del D. Lgs. 42/2004, il Proponente dovrà attenersi alle seguenti raccomandazioni: ( di norma il verbo dovere presuppone il rispetto di un obbligo, di una norma. Alle raccomandazioni in genere, uno si può attenere o meno, senza dover rendere conto) a seguire, quasi a smentire l’affermazione di cui al capoverso, che ribadisce l’assenza di vincolo paesaggistico, si raccomanda :
• incrementare la vegetazione, “in ordine sparso” e ad accrescimento veloce, come quella esistente
• migliorare lo studio di inserimento cromatico, restando all’interno delle tonalità delle terre intorno
• valutare la possibilità di contenere l’altezza fuori terra del nuovo fabbricato, al fine di ridurre l’impatto visivo e paesaggistico
Noi purtroppo, non vantiamo una competenza specifica in materia e per questo alcuni passaggi forse ci sembrano contorti o come già detto, contraddittori. Tuttavia, mentre faremo di tutto per colmare le nostre lacune, ci siamo chiesti: se per caso ci fosse stato qualche vincolo?

PCI
Regione Umbria
Sezione Orvieto
la segreteria

6 febbraio 2017

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