Il calcio è anche donna. Novanta minuti con Francesca Riccitelli

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di Gabriele Polleggioni

In un mondo di divisioni e conflitti, lotte sociali e violenze a qualsiasi latitudine, mi piace pensare che il calcio continui ad “unire” malgrado tutto. Dentro il rettangolo di gioco non conta la religione, né il sesso o l’età, il colore della pelle o il credo politico, conta soltanto la passione e il valore che, nel proprio “intimo”, si dà a questo sport meraviglioso!

Benvenuta a Francesca Riccitelli, calciatrice del Ciconia calcio a 5 femminile.

Come e dove inizia la tua carriera da calciatrice?
Tutto è iniziato all’età di 10 anni, con la mia amica Nadia Mengarelli condividevamo questa passione finché, con nostro grande stupore e gioia, fummo inserite nel gruppo dei pulcini del G.S Romeo Menti, prendere parte ai primi tornei “misti” fu motivo di grande soddisfazione. Gli inizi furono tutt’altro che semplici, vista la diffidenza di genitori e “addetti ai lavori”, ma quello che contava di più era far parte di un gruppo e difendere i colori della squadra del mio paese!

Grazie a chi o che cosa ti sei avvicinata al mondo del calcio?
Mio padre è da sempre un grande appassionato, ha fatto parte per tanti anni della società Romeo Menti ma devo dire che il calcio ce l’ho sempre avuto nel sangue, seguendo le partite in TV e giocando per strada coi miei amici d’infanzia.
Stefano Cupello, mio allenatore per 10 anni mi ha dato veramente tanto, se sono cresciuta in campo nel corso degli anni lo devo principalmente a lui. Poi la mia grande amica Martinella Mocetti, allenatrice, compagna di squadra e di vita, conoscitrice di calcio col quale ho sempre condiviso la passione travolgente e totalizzante per questo sport!

C’è un giocatore a cui ti sei ispirata?
Da juventina doc quale sono ti faccio due nomi:il primo è Roberto Baggio, per cui ho provato amore e grande ammirazione…
Il secondo è Alessandro Del Piero…per me l’essenza del calcio,un mix perfetto di fantasia,qualità e classe, non solo in campo ma anche fuori!Un idolo indiscusso!!!!!

Col tempo è avvenuto il passaggio dal calcio a 8(cat.pulcini/esordienti), al calcio a 5, quali sono le tue principali caratteristiche?
Non è facile dare un giudizio di me stessa, credo di essere tatticamente intelligente e disciplinata, a calcio a 5 sono un centrale anche se, da bambina, iniziai da centravanti…per poi, mano mano, arretrare(e di molto) il mio raggio d’azione!!!
Per caratteristiche fisiche e tecniche è stata sicuramente la scelta migliore.

Se puoi fare un nome, qual’e la compagna di squadra a cui non rinunceresti mai?
Mi viene subito in mente Paola Zeppoloni, nei tornei “misti” me la trovai di fronte nelle fila della Ficullese, poi ho avuto la fortuna di averla come compagna di squadra e posso dire che ha delle qualità tecniche e tattiche veramente superiori alla media, accompagnata da una forte personalità che le ha permesso di portare avanti una carriera importante nel calcio a 5 professionistico!

È difficile, a parere tuo, emergere nel mondo del calcio per una ragazza giovane ed appassionata?
È difficile ma non come lo era qualche anno fa, quando ho iniziato a giocare le squadre femminili erano davvero pochissime ed era complicato avere delle occasioni per mettere in mostra il proprio talento, oggi si stanno facendo passi in avanti in questo senso anche se la strada è ancora molto molto lunga.

Qual’e ad oggi la condizione generale del calcio femminile in Italia?
È buona! Si vede maggiore organizzazione e iniziano a nascere i primi settori giovanili dedicati esclusivamente al calcio femminile,è un movimento che si sta evolvendo e,passo dopo passo,raccoglierà i frutti del lavoro svolto.
Anche in una realtà piccola come la nostra,l a nascita di diverse compagini femminili (a 11 e a 5) negli ultimi anni mi lascia ben sperare e mi rende particolarmente felice.

Quando deciderai di appendere le scarpe al chiodo (più tardi possibile), ti piacerebbe far ancora parte del mondo del calcio e in quale ruolo?
Fino ad oggi non ho mai pensato di smettere, la mia è una passione difficile da descrivere, il calcio accompagna la mia vita e non voglio nemmeno avvicinarmi all’idea che tutto questo debba un giorno finire. A 36 anni, con tanta esperienza alle spalle, posso dire che mi piacerebbe, in un futuro (lontanissimo), seguire bambini e bambine nell’attività di scuola calcio.

Come sta andando la stagione agonistica del Ciconia calcio a 5 femminile, tua squadra di appartenenza?
Il campionato, al termine del girone di andata, ci vede distanti un punto dalle prime in classifica, ci sono i presupposti per lottare fino alla fine per la vittoria del campionato, stesso discorso per la Coppa umbra…nonostante la sconfitta nella partita d’esordio abbiamo la possibilità di qualificarci e dire la nostra anche in questa competizione. Il gruppo è di assoluto valore, non potrei fare a meno delle mie compagne non solo in campo ma anche nella vita quotidiana, visto l’affetto che ci lega e che, negli anni, è diventato davvero indissolubile.

Concludo l’intervista con un augurio di Francesca al calcio orvietano e non solo.
L’augurio è quello di tener vivo, con volontà e spirito, il calcio maschile e femminile, alimentando continuamente la passione di ragazzini e ragazzine che, con amore, si avvicinano per la prima volta a questo mondo di cui da tanti anni faccio orgogliosamente parte.

Ringrazio Francesca per la grande disponibilità, una ragazza…è proprio il caso di dirlo…con la “TESTA NEL PALLONE”!


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