Grande successo per la settimana culturale programmata dall’UniTre

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Festival 3Un mese di maggio, quello di chiusura del corrente anno accademico, nel quale l’Unitre ha sinora catalizzato l’attenzione di tanti associati e simpatizzanti con iniziative di indubbio spessore. L’incontro conclusivo del percorso monografico sul sinfonismo beethoveniano, coordinato dal maestro Riccardo Cambri, ha visto il piacevolissimo incontro con il dottor Antonio Bergami che, trattando de “I tormenti di Ludwig”, ha puntato i riflettori su aspetti biografici e storici della vita di Beethoven. Bergami ha affascinato gli spettatori con un eloquio forbito e fluido, offrendo spunti stimolanti di riflessione e di analisi della produzione compositiva del sommo genio tedesco, alla luce delle testimonianze storiche dirette e indirette a noi pervenute.

L’Unitre è assurta alla ribalta nazionale rappresentando la regione Umbria all’interno del prestigioso Festival della Complessità, grazie alla mediazione della dottoressa Mirella Cleri (dell’Associazione Dedalo ’97) che ha permesso un contatto così brillante per Orvieto. Una lezione di ascolto musicale condotta da Cambri e dalla Cleri ha avuto luogo, straordinariamente di sabato, a Palazzo Simoncelli, in diretta mondiale tramite diffusione in streaming dal sito di radiorvietoweb. Brani di Debussy e Bach ed un fantastico cartoon musicale – abilmente commentati sia da un punto di vista storico che formale – hanno incollato alle poltroncine grandi e piccini. A seguire, uno speciale salotto culturale si è tenuto presso il Caffè Montanucci (generoso sponsor dell’iniziativa) con il prestigioso intervento del dottor Fulvio Forino, medico di straordinaria esperienza nonché ideatore del Festival della Complessità, che ha intrattenuto un pubblico numeroso ed attento spiegando efficacemente i principi dell’approccio sistemico.

Ma il maggio dell’Unitre proseguirà ancora con eventi ed iniziative di sicura attrattiva, a partire dal musical “Flashdance” che sarà realizzato al Teatro Mancinelli dalla Compagnia Mastro Titta con la collaborazione, fra gli altri, dell’Università delle Tre Età di Orvieto.


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