Tassa di soggiorno ad Orvieto, contrarie le associazioni di albergatori e commercianti

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Riceviamo dalle associazioni di categoria e pubblichiamo

“Le associazioni di Categoria Confindustria, Confesercenti, Confcommercio, CIA, Coldiretti, Assocommercio e Federalberghi a seguito della Riunione tenutasi il 3 agosto con l’assessore Marino confermano fermamente la propria contrarietà all’introduzione della tassa di soggiorno da parte del Comune di Orvieto.

La tassa, dicono all’unisono i rappresentanti delle associazioni, non è sostenibile. Orvieto, rispetto alle altre città umbre, registra attualmente la forbice più bassa tra arrivi e presenze, che si attestano su livelli di 1,25 giorni.  Le strutture ricettive della città stanno attraversando una gravissima crisi e la tassa di soggiorno può metterne a rischio la sopravvivenza.  Gli operatori sono pronti a scendere in piazza, contro una decisione, quella della tassa già dal 2012, in controtendenza rispetto alla scelta degli altri comuni della nostra regione.”


Una risposta a Tassa di soggiorno ad Orvieto, contrarie le associazioni di albergatori e commercianti

  1. Le associazioni di categoria sono come la corrazzata Potiemkin. La libera citazione è tratta da uno dei tanti film di Fantozzi. Concludete pure la frase voi, a vostro piacere.
    Difendere l’indifendibile non serve a niente e nessuno.
    Baden (Austria), Vicenza (Italia), Koln (Germania) sono tutte realtà nazionali ed europee che di fatto non hanno grande turismo ma che hanno una media/giornaliera simile a quella di Orvieto. Senza averne la bellezza. Eppure i turisti (come me) pagano da 5 a 2 euro e 50 centesimi. A seconda degli Hotel, dei B&B etc etc.
    Come turista in visita spesso nella vostra Orvieto mi preme farvi notare quanto segue:
    - le scale mobili che dal parcheggio portano in città sono in uno stato di degrado e di abbandono drammatico
    - la città è sporca.
    - non c’è presenza fissa dei vigili (in tre gg ne ho incrociati 2)
    - i negozi non sono attraenti (Confcommercio se il negozio è povero, io turista non ci porto il mio denaro)
    - non ci sono eventi (eccetto Umbria Jazz) che stimolino il turismo italiano e soprattutto straniero
    - servizi inesistenti
    - Orvieto ad oggi E’ POCO ATTRAENTE.
    Facciamo due calcoli: 150 mila presenza all’anno fanno (ad una media di 3 euro a persona) la bellezza di 450 mila euro. Da reinvestire tutte NEL TURISMO. Nello stesso turismo di Confinidustria, Confesercenti, CIA, Coldiretti (?????) Assocommercio e Federalberghi.
    Invitate qualche tour operator STRANIERO e/o italiano con una minima parte di quel denaro e finalmente la Rupe tornerà ad un nuovo splendore. Partecipate come ASSOCIAZIONI E COMUNE INSIEME ALLA PROMOZIONE DEL VOSTRO TERRITORIO ALLA MAGGIORI FIERE DI SETTORE (a Rimini c’è ne una molto bella tutti glianni)
    Sono anni che sulle colline beriche e veronesi girano orde di turisti tedeschi e britannici a degustare tutti i tipi di vino. Perchè verò è che c’è il Valpolicella, ma si bevono anche dei gran Bardolino che non sono di certo vini raffinati. Anzi, direi, normali. La cucina umbra rispetto a quella veneta è decisamente superiore… eppure, mai che si faccia qualcosa in favore, che la si spinga, che la si faccia conoscere. In Umbria o ci arrivi per i cazzi tuoi, oppure non sai nemMmeno dove stia di casa. Eppure italiani e stranieri passano giornalmente sull’A1, dicendo che bella quella città sulla Rupe… Cos’è?. Insopportabili austriaci e snob inglesi scendono da anni sulle colline toscane… il perchè non arrivino mai nelle meravigliose colline di Osarella a cercare tenute e B&B rimane ad oggi un x-file totalmente insoluto. Investite in voi stessi, nella vostra città, nella vostra bellezza, perchè difendere 1,25 di presenza giornaliera non serve a nessuno. Trovo incredibile che le associazioni di categoria siano così miopi. E a loro chiedo: se i turisti non arrivano più è solo colpa delle amministrazioni comunali passate e presenti? Magari un minimo di autocritica potrebbe essere costruttiva. E’ sempre colpa di qualcun altro. Non è mai responsabilità di chi lavora giornalmente sul proprio campo. Le associazioni dicono NO all’unisono a questa intelligente proposta adottata da la maggioranza delle città europee? Bene e cosa propongono a costo zero per le casse cittadine per cercare di uscire da questo drammatico impasse turistico ed economico?
    Sì come turista pagherò qualcosa in più, ma se la città mi offre qualcosa in termini di servizi, eventi, pulizia e quant’altro avrò reso la mia vacanza indimenticabile e da raccontare, suggerendo questa suggeestiva meta italiana a chiunque dei miei amici, siano essi italiani o stranieri.

    Fede
    9 agosto 2012 a 15:22

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